Il tesseramento dello scorso esercizio ha visto la riduzione dell’1,52% del Corpo sociale. È un’erosione contenuta che ha avuto inizio nel 2012 e che, per il terzo esercizio, vede ridursi il numero complessivo dei Soci attestatosi, allo scorso 2014 in numero di 306.903.

Questa perdita, se confrontata con quelle subite nello stesso periodo da altre Associazioni, potrebbe risultare fisiologica. La crisi certamente lascia il segno, la diminuzione demografica ha ridotto progressivamente il numero dei giovani.

Le giustificazioni possono essere come sempre le più diverse ma i numeri, per quanto freddi, hanno la loro importanza. Di questo e più complessivamente sullo stato dell’Associazione attendiamo che dal 100° Congresso “Quale volontariato nel CAI del futuro” nascano forti indicazioni. Ne sentiamo l’urgenza.

In un recente editoriale su «Montagne360» ho scritto che il CAI che insieme andremo a disegnare sarà diverso da quello che abbiamo vissuto. Anche la società nella quale operiamo ha subito e subisce profonde trasformazioni ed è divenuto urgente adeguare le strutture e la nostra offerta alle nuove esigenze.

Per la preparazione del Congresso, che si terrà a Firenze il 31 ottobre e il 1° novembre prossimi, sono stati organizzati tre gruppi di lavoro composti da Soci scelti tra le varie componenti del Sodalizio. La composizione numerica dei gruppi di lavoro è stata giocoforza contenuta per essere funzionale allo scopo. Non poteva essere diversamente, ma nessuno deve sentirsi escluso. I gruppi di lavoro si incontreranno nei prossimi mesi per mettere a punto le relazioni che saranno poi presentate al Congresso in apposite sessioni. A coordinare le tre “formazioni” saranno i past president: Roberto De Martin, Gabriele Bianchi (che coordinerà i gruppi) e Annibale Salsa.

Le indicazioni che usciranno dai lavori congressuali formeranno le proposte che saranno presentate poi all’Assemblea dei Delegati 2016 per la discussione e le scelte sul futuro assetto del Club alpino italiano. Gli indirizzi che si andranno a definire saranno dunque il risultato di un lavoro corale, al quale tutti i Soci potranno fornire contributi. Per questa ragione è stato predisposto un sito web (www.congresso.cai.it) attraverso cui i Soci potranno far pervenire indicazioni, critiche e proposte. Oltre a ciò nei prossimi numeri della nostra rivista saranno comunicate, in step successivi, le proposte dei Gruppi di lavoro. Ritengo questo un modo veramente partecipato per definire il nuovo assetto del nostro Club. E che ciò avvenga, una volta tanto, non imposto dall’alto. Per dare ulteriore forza e contenuto al nostro 100° Congresso abbiamo invitato ospiti particolarmente vicini a noi e al tema congressuale: per il Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo sarà presente il Ministro On. Dario Franceschini (con il quale, nell’occasione sottoscriveremo una convenzione per l’assegnazione di un protocollo d’intesa concernente le attività del CAI relativamente a rifugi, sentieri, formazione, attività scientifiche, Soccorso alpino e altro). Sarà presente un dirigente del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali della direzione per il terzo settore e le formazioni sociali. Don Luigi Ciotti, presidente di Libera l’associazione contro tutte le mafie, e socio CAI porterà la sua testimonianza. E ancora Joseph Klenner, Presidente del DAV, il Club Alpino Tedesco, l’associazione alpinistica di gran lunga più numerosa al mondo: nel 2014 contava più di un milione di Soci. Klenner ci parlerà di come sono arrivati a tali numeri e della loro organizzazione. Lontani dall’idea di porci in gara sui numeri, ma certamente curiosi di capire. Oltre a soddisfare l’esigenza di porre il Club al passo con i tempi, vorremmo che il 100° Congresso riproponesse il Socio al centro delle scelte del CAI. Il nostro Sodalizio è composto da soci riuniti in sezioni. Accade talvolta che, presi dai tanti impegni organizzativi nelle tante attività, involontariamente ci si distragga allontanandosi così dalla vita dalle Sezioni. La creazione dei Gruppi regionali andava in quella direzione, ma serve verificare ulteriormente la funzionalità del sistema accorciando la filiera tra Sezioni e Sede centrale. Anche su questo attendiamo indicazioni dal Congresso.

Umberto Martini