Il volontariato nel CAI di domani

Il dibattito sul volontariato nel CAI di domani affronta un argomento che ha molte sfaccettature, che, muovendo dalla conferma della nostra attuale natura definisca l’eventuale struttura associativa dei domani.

Nondimeno, tuttavia, sarebbe auspicabile che gli organismi di governo centrale elaborassero in parallelo un progetto di più ampia portata la cui realizzazione veda impegnata l’associazione in un arco di tempo di medio e lungo termine.

Un progetto articolato che non esaurisca la sua energia innovativa nelle fasi di confronto necessarie alla condivisione, rischiando di rimanere privo dello slancio realizzativo che rappresenta la componente senza la quale nulla vien compiuto: nessuna idea è infatti buona in quanto tale ma lo diviene solo se la si mette in pratica.

Un progetto complessivo suddiviso in componenti principali: Giovani, Assetto Istituzionale, Semplificazione regolamenti, Gestione Operativa delle Sezioni, entro cui, sarebbe interessante che si incanalassero le osservazioni critiche emerse dalle sezioni lombarde in occasione del recente sondaggio.

 

Giovani

Per ogni giovane è cruciale sentirsi accolti, poter liberamente praticare un’attività sportiva che ha una importante componente di avventura, che, diciamolo, ha un fortissimo appeal sui giovani. Questo è stato possibile per molti tra noi, me compreso, solo grazie al CAI ed ai suoi uomini.

Vorrei vedere quindi un progetto organico dedicato ai giovani, coordinato centralmente e declinato localmente che preveda la condivisione con pubblici poteri detentori della capacità di spesa ed investimento, per incrementare il contenuto sportivo, non competitivo,  attraverso strutture distribuite sul territorio prendendo ad esempio ciò che di positivo accade altrove (vedi in Francia).

Solo così potremo riavvicinare i giovani e vedere le nostre montagne frequentate dalla nostra gioventù migliore, riprendendo un cammino interrottosi negli anni novanta quando si andarono esaurendo le principali spinte innovative giovanili dei decenni precedenti, lasciando poi spazio alla penetrante presenza delle attività sponsorizzate che velano di falso professionismo le attività non solo dei più forti.

 

Assetto Istituzionale

In merito vi è l’esigenza di una semplificazione con la revisione di organismi ridondanti (OTC, OTT, Scuole, Commissioni) che in taluni casi svolgono attività che si sovrappongono e perseguono il perverso obiettivo di rendere sempre più “professionistica” le figura dei titolati, con ciò togliendo spazio all’accompagnamento consapevole e preparato, senza in cambio avere un numero adeguato di titolati. Fare un corso per titolati non può essere assimilabile ad un corso Guida.

Molte funzioni poi devono essere passate ai GR, un ritorno ad una vera funzionalità operativa degli Organismi Tecnici, che semplificando tornerei a chiamare Commissioni, poi la semplificazione di statuto e regolamenti, l’elezione di un presidente generale sulla base di un programma e non solo di un’appartenenza geografica, la valorizzazione all’interno dell’Associazione delle sezioni nazionali dell’Accademico CAAI, dell’AGAI e del Soccorso Alpino CNSAS (che per inciso quando viene citato dai mezzi di comunicazione non viene mai associato al CAI).

 

Gestione Operativa delle Sezioni

Attualmente l’esigenza del rispetto di norme e regole, delle leggi statali e regionali, assorbe notevoli energie e tempo che viene sottratto all’organizzazione delle attività tipiche della nostra associazione, ovvero corsi di formazione, attività sociali, approfondimenti culturali e ambientali, su cui si devono concentrare le attenzioni.

Molti sono gli adempimenti legali a carico dei Consigli e dei Presidenti sezionali che andrebbero gestiti in una differente maniera; mi riferisco ad esempio al tema della Privacy ed alla complessità che è stata gestita dalle nostre sezioni per l’acquisizione ex-novo dei consensi informati, alla complessità dei temi assicurativi, all’esigenza di poter avere pronunciamenti chiari e definitivi su temi importanti di natura legale/normativa come è stato il caso della certificazione medica, su cui dopo anni di silenzio totale ci sono state circolari, smentite e nuove formulazioni nel volgere di pochi mesi.

Liberare le sezioni vuole dire anche che tutto il tema del tesseramento, dei rinnovi assicurativi, delle modifiche alle categorie di socio, deve essere trattato con largo anticipo rispetto alla data di avvio delle operazioni annuali, non come quest’anno (mi riferisco al socio juniores e relative modifiche della procedura informatica nonché alla circolare assicurazioni uscita in prossimità delle vacanze natalizie).

 

Conclusioni

Si tratta di un cammino non semplice che ha come obiettivo quello di ringiovanire la nostra associazione non solo in termini anagrafici quanto in termini di prospettive future di innovazione e cambiamenti per sostenere il volontariato delle Sezioni e del territorio.

 

Sezione CAI di Varese, fondata nel 1906