Ho letto attentamente le tre relazioni dei Gruppi di Lavoro per sviluppare i temi attorno al prossimo Congresso “Quale volontariato per il CAI di domani” di Firenze e osservo:

  1. Volontariato e CAI del futuro: quale CAI, pubblico o privato, con evidente impatto nella nostra organizzazione e gestione ?
  2. l’Articolo 1 dello Statuto: è ancora valido ? Visto che ormai le montagne sono state tutte scoperte, studiate e percorse, oppure facciamo solo tutela ambientale ?
  3. non è stato previsto una ricerca e/o un "memo" per informare come è stato regolato il rapporto tra il volontariato e i Club alpini in Alto Adige, Svizzera, Francia, Austria, Germania e Slovenia ? Penso che qualcosa ci tornerebbe utile.
  4. cosa fare e come regolare e tutelare i rapporti con le migliaia di Titolati degli Organi Tecnici Centrali e Territoriali, che sono la vera anima operativa del CAI ?
  5. quale destino e come accorciare la filiera tra centro e periferia, coinvolgendo il Comitato Direttivo Centrale, il Comitato Centrale Indirizzo e Controllo, i Comitati Direttivi Regionali, l'Assemblea dei Delegati oceanica ?

Questo ed altro, secondo me deve essere il prodromo al 100° Congresso nazionale del CA a Firenze, anche per evitare un pò di retorica ripetitiva e un eccesso di ricerca di marketing del nostro vissuto.

Ritengo infine che il rapporto tra Socio, struttura e responsabilità connesse, in queste relazioni sia un po' troppo ricalcato sull'esistente e sul ricorso, ancora una volta, con pochi spunti di novità e un linguaggio poco attuale, e privo di quella speranza di cambiamento che solo una vera apertura a energie nuove e forze giovani può suggerire.