Premessa : l’Escursionismo, nelle sue infinite declinazioni, è il motore trainante dell’Associazione (su 306.903 paganti tessera, quanti sono quelli che abitualmente frequentano la montagna dal 3° in su ?).
Negli ultimi 10 anni ho riscontrato un continuo incessante intensificarsi di attività regolamentari e organizzative atte soprattutto a rendere sempre più complessa e onerosa la formazione del volontario che desidera spendersi come organizzatore di eventi escursionistici nella propria Sezione.

Per questo principale motivo io propongo un deciso cambiamento organizzativo e cioè:
LA COMPLETA , TOTALE ABOLIZIONE DI TUTTI I CORSI REGIONALI ATTI A DEFINIRE L'IDONEITA' DI UN ACCOMPAGNATORE DI ESCURSIONISMO E IL RELATIVO AZZERAMENTO DI TUTTA LA FORESTA DI TITOLI (tranne pochi che tratterò in calce)

Nel seguito, provo a spiegare il mio pensiero.

L’ ESCURSIONISMO dovrebbe essere riportato completamente a livello SEZIONALE, in ogni questione propositiva , organizzativa , didattica e di responsabilità che lo riguarda.
Ogni altro organismo, centrale o periferico, deve servire da spinta e supporto (vedi in seguito) e non da ESAMINATORE o, peggio, da REGOLATORE.

Il punto di partenza indispensabile è il desiderio che nasce nel volontario di mettersi in gioco, di voler adoperarsi per trasmettere ad altri la propria passione, ciò che conosce e che ha già sperimentato. Oltre che dalla esperienza personale, questa situazione nasce (deve nascere) frequentando l'attività sezionale, e non dopo un corso.

Tale socio-volontario deve essere conosciuto, riconosciuto e incentivato dagli ORGANI SEZIONALI (Consiglio Direttivo, od organo delegato) SENZA il placet e il titolo rilasciato da un organo sovrasezionale.

Se, per esempio, un Istruttore di Alpinismo è simile a qualsiasi altro almeno per ciò che riguarda la didattica della tecnica alpinistica, un AE in attività può essere completamente diverso, nelle proposte e attitudini, da un qualunque altro parimenti titolato.

Perché esso si adopererà, sentendosi capace, per quel tipo di escursionismo che rappresenta il suo interesse.  Per es.: proporre la traversata della val Venegia con il pulman che ti viene a prendere a passo Rolle è ben diverso che proporre la salita al Mulaz o la ferrata Bolver-Lugli.
Se il mio CD mi riconosce la capacità di organizzare e condurre in val Venegia, perché io volontario dovrei imbarcarmi in una procedura che dura ANNI per raggiungere un titolo che lascia tal quale il mio ambito di interesse operativo ?

Viceversa il mio CD come fa invece a riconoscere in me le capacità necessarie se volessi condurre una comitiva sul Mulaz?

L’Escursionismo é l'attività sezionale principe anche e soprattutto numericamente parlando (guardate i programmi gite; dov’è l’alpinismo? Oppure: senza escursionismo esisterebbero le Sezioni ?). Ogni volontario che si propone ha un curriculum, modesto o vasto, che deve essere noto e valutato dal CD. “ E’ un titolato, quindi ha le capacità”. NO, ogni accompagnatore deve essere noto per le sue  specifiche caratteristiche da incentivare e migliorare nel modo più rapido ed efficace (vedi in seguito) .
Può nascere un albo sezionale con le attitudini degli accompagnatori e il loro curriculum.

NOTA: Si dà per scontato un minimo di responsabile professionalità nelle persone che guidano la Sezione.

Nella pratica. Il ruolo delle Commissioni Centrale e Periferiche

Se le possibilità di intendere l'Escursionismo sono vaste e variegate, anche le Sezioni, per storia, per territorio, per cultura locale, per predisposizione di chi le governa e vi opera, possono avere caratteristiche propositive diverse. Perché 2 sezioni limitrofe si trovano ad organizzare 2 corsi di Escursionismo fotocopia ? Vincoli dalle Commissioni ? Da abolire quasi in toto.

Le Commissioni dovranno continuare
a proporre ed elargire alle Sezioni Cultura a piene mani.

Principalmente in 2 modi:

Elaborazione e divulgazione di Direttive e Raccomandazioni per ciò che riguarda l'organizzazione dei Corsi sezionali.
Direttive: pochi concetti per definire gli scopi e gli obiettivi da raggiungere, come si confeziona un corso, come si prepara una lezione, quali gli argomenti minimi indispensabili (ad es: topografia, comportamento in ambiente, pericoli, primo soccorso, nodi e progressione, neve e valanghe,.....) ecc..
Raccomandazioni: come si fa a fare che cosa . Piccole guide pratiche soprattutto sugli argomenti tecnici e legati alla sicurezza. Le cose che un accompagnatore deve saper fare e saper "raccontare" a proposito del "suo" escursionismo.
Fissati pochi indispensabili (e perciò più facilmente rispettabili) paletti, la Sezione sarà libera di "inventarsi" un corso a sua immagine,(lungo, corto, a tema, a più livelli, per esperti, multi-specialistico, ecc..) cercando magari collaborazioni e pensando al target a cui si rivolge. Soprattutto in base ai mezzi di cui dispone per garantire gli obiettivi richiesti. E, tra i mezzi, ovviamente, decisivi sono gli accompagnatori e la loro specialità.

Proposta e organizzazione di stage monotematici. Giornate o fine-settimana rivolte ai soci selezionati ed inviati dalle Sezioni. Dare la possibilità agli accompagnatori di migliorare le proprie conoscenze o di acquisirne di nuove senza l'obbligo di un circuito predeterminato di argomenti che dura nel tempo. Il volontario sceglie, o é sollecitato dalla Sezione, di aggiornarsi sull'argomento in cui é più carente.
Per es.: ho condotto la gita estiva in Val Venegia. Vorrei proporla in veste invernale. Il mio CD, visto il mio curriculum, mi consiglia di partecipare prima allo stage dedicato a "Neve e valanghe".
Gli argomenti e lo svolgimento sono quelli collaudati che si trattano attualmente nei corsi e negli aggiornamenti AE AEI EEA, ma non é difficile pensare ad un loro ampliamento soprattutto in ambito culturale es.: storia, ambiente, geomorfologia, ecologia, psicologia, materiali, magari anche pubblicità e marketing, ecc.. ( NOTA: la cosa potrebbe amplificarsi, a cura del GR, con giornate dedicate ad argomenti gestionali indirizzate ai responsabili sezionali tipo: contabilità, assicurazioni, privacy, biblioteca, web...)

Con una vasta offerta di "argomenti" si accresce la cultura dei soci volontari là dove é il loro principale interesse e contemporaneamente si mette a disposizione della Sezione un mezzo veloce per invogliare i soci più capaci e volenterosi ad acquisire o migliorare quelle conoscenze tecniche di base che riguardano la sicurezza e la conduzione nei diversi ambiti escursionistici.
La frequentazione degli stage costituisce argomento a curriculum dell'accompagnatore.
Senza contare che l'accompagnatore neofita dovrebbe beneficiare, all'inizio, dell'aiuto e consiglio di un accompagnatore senior.

Ovviamente, i luoghi, la frequenza degli stage e gli argomenti saranno influenzati dalle richieste delle Sezioni.

NOTA: anche la Commissione TAM potrebbe intervenire inviando periodicamente agli accompagnatori accreditati in Sezione un bollettino sulle problematiche ambientali in corso regionali/generali. L'accompagnatore dovrebbe far da diffusore. E' la persona che contatta personalmente più soci in assoluto e nelle pause gita può trasmettere info di partecipazione al tal problema. (esempio L.R 14 2013 EmiliaRomagna)

Titoli da mantenere.

In ambito escursionistico, ritengo siano da mantenere i titoli con valenza prettamente culturale TAM e ON. Se durante la gita in Val Venegia l'accompagnatore fosse anche un ON, l'escursione avrebbe un bel valore aggiunto.

Anche il titolo ANE ha una valenza importante se chi l'ottiene può dimostrare una esperienza omnicomprensiva di arrampicata e ambiente innevato oltre che gestionale. Una figura di riferimento, una specie di Guida Alpina dell'Escursionismo o qualcosa di simile ai soci del CAAI. Figura chiave nella programmazione degli stage tecnici e nella stesura delle Raccomandazioni, la sua esperienza può essere valutata in un corso specifico di qualifica.

Quanto sopra il mio pensiero e, se lo ritenete, il mio contributo.

Note finali

Vale la pena di ricordare che oggi i propositori di escursionismo sono moltissimi.
La concorrenza é elevata: associazioni, pseudo-associazioni, Enti Parco, tour-operator, singoli professionisti (Gae e Acc.di Media Montagna). Alcuni decisamente bravi, pur non andando oltre (e non di frequente) la difficoltà di tipo EE, ma spesso con un buon valore aggiunto culturale.

La mia idea vorrebbe facilitare e favorire la crescita di proposte di escursionismo targato CAI.

In precedenza ho citato più volte il CD, Consiglio Direttivo, senza mai parlare di Presidente.
La Responsabilità della conduzione sezionale ricade sul Consiglio. Il Presidente é il "riassunto" della volontà maggioritaria del CD. E' spesso e senzadubbio il motore trainante e propositivo ma é sempre e comunque l'organo esecutivo delle valutazioni del Consiglio.

Altra proposta

Il sito web Cai Centrale dovrebbe contenere una Agenda Escursioni Nazionale composta da schede predisposte inserite dalle Sezioni. Un tempo, le sezioni potevano pubblicare le loro escursioni anche tramite inserzioni sullo Scarpone. Il web offre molto di più. Esempio: perché una gita organizzata dalla sez. Sassuolo sui Lagorai non può essere consultabile e nota ai soci di Modena? o Verona ? o Trento ? o di chi volete voi ? Idem per i corsi.
Non é il caso di uscire dal ghetto territoriale ? I principali concorrenti propongono le loro attività in ambito nazionale. Ovvio per i professionisti. Ma anche noi dobbiamo acquisire e mantenere soci nazionali se vogliamo raggiungere un sicuro autofinanziamento di TUTTO  il CAI.

Cordialmente.

Mauro Bertoni

socio, tra i fondatori, della Sez. di Sassuolo
membro del Consiglio, Past President (4 mandati)
AE e AEI