Cari Amici,

in merito alla possibilità di dare un contributo per il 100 Congresso nazionale, Vi condivido un’idea che magari potrebbe aiutare a creare una controtendenza nel calo dei Soci citato dal Presidente Generale Umberto Martini nell’editoriale di luglio e dar vita a una nuova forma di volontariato all’interno del CAI.

Visto che le cose devono cambiare...

Parto dal fatto che la montagna vissuta nel modo giusto porta dei grandi benefici e quindi diventa doveroso anche da parte del CAI far sì che sempre più persone ne vengano conquistate.

Come?

Come sapete, personalmente lo faccio da molto tempo con le mie conferenze e con i libri (vedrete anche il prossimo), traendone grande soddisfazione.

Come me, sicuramente, ce ne sono tanti altri.

Però, a volte, dovrei dire ultimamente spesso, quando una Sezione o Sottosezione ti chiama per una serata e tu chiedi lo stesso compenso che chiedi da oltre vent’anni diplomaticamente rimandano a data da destinare.

E questo immagino succeda anche ad altri possibili relatori.

Da qui l’idea.

Perché non creare all’interno del CAI la figura di un “Testimonial della montagna”, che per carisma e professionalità è in grado di attirare nuove leve alla montagna e quindi al CAI?

Potrebbe trattarsi di un gruppetto di persone (una decina, con chi si occupa di storia dell’alpinismo, chi di natura, chi di spedizioni, chi di scialpinismo, chi di bellezza della montagna e così via?) rinnovabili dopo un certo periodo (2-3 anni?) e coordinate dal CAI Centrale che le manda alle Sezioni e Sottosezioni che ne fanno richiesta, intervenendo in parte nella copertura delle spese quando in periferia non ci sono soldi a sufficienza.

In questo caso dovrebbe essere il CAI Centrale a stabilire un compenso della persona (spese di viaggio e un minimo di compenso perché anche la produzione di filmati costa) e quindi la cosa potrebbe anche rientrare in una nuova forma di volontariato.

Questo è ciò che mi è venuto in mente, valutate liberamente Voi.