Trasparenza

Il CAI centrale stimola i suoi soci ad esprimersi sul volontariato in ambito CAI e su quale volontariato si auspica per il domani.
Il CAI è un esempio di volontariato a tutti i livelli dal presidente ai soci delle varie sezioni. Perché un congresso sul volontariato? Spero non sia un tentativo per superare il volontariato stesso.

A mio parere, è importante che il volontariato continui ad essere  gratuito e trasparente (fatte salve le spese vive debitamente documentate e giustificate dai soci). Ma poiché il tempo del volontariato viene ricavato dai tempi che restano per l’uso privato, non si può chiedere al volontario di svolgere un servizio gravato da una burocrazia sempre più pesante. Tale partecipazione va perciò agevolata il più possibile.

Quindi la parola chiave e guida per il futuro del CAI è “volontariato trasparente” a tutti i livelli: nelle azioni della sede centrale, dei GR, delle sezioni, dei soci.

Penso inoltre che sia importante snellire i corsi di preparazione per i futuri titolati ed anche gli aggiornamenti per i titolati in carica: impegnano parecchio questi volontari che già impiegano molto del loro tempo libero dal lavoro nelle sezioni.

Ottimo l'uso sempre più ampio delle tecnologie informatiche per la comunicazione: questo non solo rende più facile il confronto ed il contatto tra i soci CAI, ma permette di raggiungere i giovani e di dialogare con loro con i mezzi ai quali sono abituati.

E per quanto riguarda l’annosa diatriba tra il CAI e i professionisti della montagna (Guide alpine), basta guardare poco lontano: nelle istituzioni del DAV tedesco e dell’Alpenverein austriaco, il mondo dell’associazionismo e quello dei professionisti convivono e anzi collaborano.

Certo bisognerebbe rivedere le rispettive posizioni con un po’ di elasticità mentale, ma si può fare, se c’è la volontà.

Cordiali saluti e buon congresso.