In Emilia-Romagna, come in altre aree territoriali, si è sviluppata nei mesi scorsi una discussione molto viva sul tema "Il CAI di domani". Questa discussione ha coinvolto molte Sezioni e molti soci, che in maniera appassionata hanno dato il loro contributo. La sintesi dei contributi, sotto forma di mozione, è  stata portata all'approvazione dela ADR dell'11 aprile 2015. Poiché il CDR milia-Romagna ritiene che la discussione sul volontariato non esaurisca tutte le questioni che si pongono nel disegnare il profilo futuro della nostra associazione, ha deciso di pubblicare tra i contributi al 100º Congresso il testo della mozione approvata, che riporto di seguito.

L'Assemblea Regionale dei delegati CAI dell'Emilia-Romagna

riunita a Castelfranco Emilia l'11 aprile 2015

 

RICHIAMATA la Mozione approvata dall’Assemblea dei delegati di riva del Garda (TN) del 22 e 23 maggio 2010;

ANALIZZATO il documento conclusivo del Gruppo di Lavoro denominato il CAI di Domani, datato 18/10/2012;

PRESO ATTO dell’esito del dibattito sull’argomento tenutosi in diverse occasioni nazionali e regionali,

CONSIDERATI i contributi delle Sezioni dell'Emilia-Romagna sul documento il CAI di Domani del 18/10/2012, giunti in occasione della apposita riunione dei PS del 31 gennaio 2015 e, nello specifico:

  • sembra fermarsi alla superficie dei problemi: per riorganizzare la struttura bisogna partire dalla definizione delle funzioni che sono da svolgere per gestire l'associazione, successivamente si può definire il profilo degli organi che possono svolgere al meglio quelle funzioni; il CAI odierno è una struttura complessa, appesantita da una geometria di organismi che si ripropone a tutti i livelli (centrale, regionale, sezionale); il quadro dei rapporti tra questi organismi è complesso e difficile da gestire e produce lentezze e scarsa chiarezza di competenze;

  • La definizione rigorosa delle competenze va fatta anche per i rapporti tra organi tecnici e organi politici;

  • Bene l'ipotesi di definire le "materie concorrenti" di competenza sia del CAI centrale sia dei Regionali, ma attenti a non commettere l'errore che si è verificato con la riforma del Titolo V della Costituzione, tale per cui si sono determinate gravi incertezze e sovrapposizioni: occorre quindi definire bene le competenze di ciascun organismo e di ciascun livello;

  • Alcuni principi del documento, pur condivisibili, non hanno la specificazione necessaria; uno tra tutti la centralità dei soci, affermata e disegnata nell'organigramma, non si vede come possa essere realizzata;

  • Anzi da questo punto di vista il documento commette un grave errore concettuale, quando anziché integrare il CC con una maggiore rappresentanza dei territori e delle Sezioni, lo sostituisce con un organo di controllo che, per le modalità della sua elezione e del suo compito, non fornisce alcuna garanzia di trasparenza e di democrazia rappresentativa;

  • Occorre irrobustire la rappresentatività delle realtà locali negli organi centrali. La conferenza dei presidenti regionali – 2 volte all’anno – è insufficiente; ci sono stati passi avanti nel ruolo dei PR (che ora decidono l’ordine del giorno della conferenza). Ha però solo funzione consultiva: ma i PR rappresentano i territori, con cui sono in contatto; si chiede quindi di integrare il Comitato Centrale di indirizzo e controllo con la Conferenza dei presidenti regionali, adeguandone le competenze;

  • Si pone inoltre il problema dei tempi lunghi sempre necessari per vedere attuate le decisioni dell'AD o del CC, che a volte restano addirittura senza esito: si chiede snellezza e risposta alle istanze avanzate dagli organi territoriali e centrali;

  • Altrettanta efficacia e snellezza si chiede nel supportare l'attività quotidiana dei soci che, ricordiamolo, sono VOLONTARI;

  • Non affronta una difficoltà che avvertono molte Sezioni di rapporto con Milano (orari di ufficio); occorre anche migliorare e razionalizzare il rapporto tra Sezioni e GR;

  • Non si può prescindere dal problema dei rapporti tra gli organi tecnici che si propone a tutti i livelli. La specializzazione rischia farci trascurare i soci che sono al nostro fianco in Sezione. I livelli tecnici raggiunti sono elevatissimi e riconosciuti internazionalmente: ma occorre stimolarne ed organizzarne l'integrazione, pena future conseguenze nefaste;

  • I GR sembrano acquisire nuove competenze (p. es. il piano di formazione), ma non hanno le risorse per attuarle;

  • Si concorda con l'ipotesi di eleggere il PG sulla base di più candidature con programma; il PG risponda poi al giudizio dell'AD;

  • Molto sentito il limite della AD, dove non si discute davvero: sarebbe bene ridurre il numero dei delegati, far approvare il bilancio, trovare il modo di farla diventare un vero appuntamento di discussione e di definizione delle linee di sviluppo del sodalizio;

  • Del tutto tralasciata la questione giovani che si ritiene essere invece fondamentale e fondante; i giovani devono essere al centro, protagonisti, non succubi delle decisioni degli adulti; vanno pensati come persone su cui investire e fare programmi; nel documento inviato i giovani sono citati solo come “flash”, ma nel concreto rimangono soggetti passivi sconosciuti. Il CAI di domani deve porre il lavoro sui giovani tra le priorità;

  • Si pone la questione di una riflessione sulla reale utilità ed opportunità che il CAI centrale rimanga ente di diritto pubblico.

CONSIDERATO QUINDI CHE

  1. il documento il CAI di Domani del 18/10/2012:

  • non risponde nello specifico alla citata Mozione dell’AD di Riva del Garda;

  • risulta carente di una puntuale analisi delle criticità presenti nell’attuale struttura del CAI;

  • non chiarisce come intenda pervenire effettivamente alla centralità del socio e della sezione;

  • faccia registrare una totale mancanza di analisi e di proposta su ruolo e compiti degli OTC e dei titolati CAI;

  • propone cambiamenti nell’organizzazione e composizione degli organi centrali (CD e CC) che sono solo di facciata e nominali e non effettivamente riformatori nella necessaria direzione;

  1. Allo stato le principali problematiche riscontrabili nell’organizzazione del CAI non sembrano essere di sistema, bensì di governo del sistema;

  2. Quanto sin qui esposto è largamente condiviso dalla base sociale, così per come si è espressa nelle occasioni citate;

DELIBERA:

  • DI CONSIDERARE ormai superato il documento il CAI di Domani del 18/10/2012;

  • DI CHIEDERE agli organi centrali CAI di elaborare una proposta di una puntuale campagna di raccolta informazioni da rivolgere a tutte le Sezioni, volta ad avere un quadro completo di quelle che sono ritenute le maggiori criticità dei vigenti regolamenti;

  • DI CHIEDERE agli organi centrali CAI di costituire, all'interno degli organismi direzionali e degli OTCO, gruppi di lavoro composti da soci che abbiano la capacità di guardare al futuro in maniera dinamica ed evolutiva, che si confrontino sulle reali problematiche interne e sulle loro cause, anche sulla base degli esiti della indagine di cui al punto precedente.