Come coniugare competenza e disponibilità nel volontariato CAI

Il punto di partenza per questo modesto contributo, vuole essere l’aspetto che in maniera più evidente caratterizza e sostiene il nostro sodalizio, vale a dire il volontariato senza il quale il CAI non potrebbe esistere e portare avanti la sua missione di divulgazione e formazione, senza divenire, quindi, un mero erogatore di pur pregevoli servizi. Condividiamo appieno, quindi, che questa importante argomento sia stato assunto quale tematica all’ attenzione dell’ormai prossimo Congresso Nazionale.

Crediamo alquanto importante incentivare il volontariato all’interno delle Sezioni, delle Commissioni e dei Comitati a tutti i livelli. Altrettanto essenziale è auspicare, favorire e stimolare il ricambio generazionale quale premessa indispensabile per il futuro della nostra Associazione.

Per incentivare la partecipazione attiva e collaborativa a questa particolare, variegata e straordinaria forma di volontariato che è il CAI, è sicuramente  utile una maggiore presenza sul territorio, nella scuola ed una interazione e collaborazione con Enti ed Associazioni,facendo conoscere e mettendo a disposizione, con atteggiamento aperto, l’enorme patrimonio di conoscenze, esperienze e competenze di cui disponiamo.

Riteniamo sia opportuna  una sensibile semplificazione degli aspetti legati alla formazione delle figure tecniche e culturali, cioè dei cosiddetti “titolati”. I percorsi di formazione, così come sono strutturati,   riferendoci al settore specifico  dell’escursionismo, settore che è sicuramente quello che coinvolge il maggior numero di soci, risultano alquanto lunghi e comportano un impegno in termini di tempo non indifferente e prevedono dei passaggi formativi, che per taluni argomenti ,si sovrappongono. Ciò, anche per nostra diretta conoscenza, può essere disincentivante pure per persone che potrebbero essere interessate e possibilmente coinvolte e partecipare volontariamente in questa importante attività.

Nell’ottica di semplificare e quindi agevolare l’avvicinamento ai percorsi formativi, potrebbe essere utile la diversificazione tra l’accompagnamento sezionale e l’iter per i titolati di primo livello.

Il primo potrebbe prevedere gli stessi argomenti anche se trattati in un arco di tempo minore, rivedendo e semplificando anche l’aspetto del tutoraggio, mentre nel secondo caso per i titolati di primo livello potrebbe essere titolo preferenziale, ma non obbligatorio, aver frequentato un corso per sezionali, demandando in questo caso al Presidente sezionale la responsabilità di certificare le attitudini e le capacità dell’aspirante titolato.

Il messaggio che dovrebbe passare è di un CAI che incentiva la formazione dei propri soci mediante la semplificazione dei percorsi formativi,escludendo con fermezza chi non avesse sufficienti motivazioni. Le finalità dovranno essere comunque quelle di una formazione quanto più completa sotto gli aspetti tecnici e culturali e che mantenga come assoluta priorità la sicurezza.

Auguriamoci che sia un Congresso utile, interessante e proficuo.

 

Club Alpino Italiano. Sezione di Sacile (PN)