(il mio contributo, pubblicato sulla pagina "il CAI di oggi", è riferito al documento "Il CAI di Domani)

Dal documento sul sito del congresso: Il volontariato nel CAI di domani ha gli ideali dei Padri fondatori e l’energia delle nuove generazioni : capitolo "La donna, il CAI e la famigliariconoscere e favorire il ruolo chiave e dinamico svolto dalle donne nel CAI, come promotrici dell’amore per la montagna, custodi delle tradizioni, testimoni di concretezza e nutrimento per la crescita dei giovani. La famiglia ha un ruolo importante nel realizzare il futuro dei suoi figli. La mamma che ama la natura e che guarda le montagne trasmette tanti valori, in silenzio, giorno dopo giorno, con messaggi speciali, con la vita vissuta e non con le parole. Ha portato anche con fatica il fardello della casa, del lavoro, dell'appartenenza attiva alla nostra Associazione alla quale donare il proprio tempo, energie e sentimenti. I risultati si vedono per la più grande famiglia del CAI, per sostenere i sogni dei giovani in montagna e per aiutare il volo verso nuovi orizzonti dei futuri cittadini del mondo."

Ci sono diversi concetti interessanti nel documento “Il volontariato nel CAI di domani ha gli ideali dei Padri fondatori e l’energia delle nuove generazioni” meritevoli di approfondimento e di attenzione. Ritengo tuttavia il paragrafo su “la donna. Il CAI e la famiglia” retoricamente anacronistico. Innanzitutto la donna, anche nel CAI non è solo “mamma”;  è entrata a pieno titolo  in tutti i ruoli dell’associazione, esprimendo  anche  le sue parole; ciò ha  fornito all'associazione un contributo importantissimo per superare una visione lungamente solo maschile e, ahimè, spesso maschilista. Nel 2015 è imbarazzante leggere “ la mamma  che ama la natura guarda le montagne trasmette tanti valori, in silenzio, giorno dopo giorno, con messaggi speciali, con la vita vissuta e non con le parole. Ha portato anche con fatica il fardello della casa, del lavoro..” in quanto ripropone stereotipi da  Sinodo preconciliare che non tengono conto della attuale società costituita anche da famiglie allargate e composite. E’ da tempo che il “fardello” di casa, del lavoro e della cura familiare sono portati dai genitori con un ottica tendenzialmente condivisa e collaborativa.

Renata Viviani, socia del CAI