Colgo l'occasione per intervenire brevemente sulla formulazione che il Gruppo di lavoro 2 ha esposto su due temi strategici.

La prima considerazione riguarda come si debbano considerare le attività sportive all'interno del nostro sodalizio. In merito ritengo che NON " si debbano allargare le opportunità di futuro messe in evidenza da alcune attività sportive competitive". La formulazione presente nel documento del GdL ,anche se apparentemente cauta, mi sembra rappresenti un grimaldello per coinvolgere sempre più la nostra associazione in un terreno improprio, quello delle pratiche sportive,competitive,agonistiche.

Ricordo che questo settore è di storica e distinta competenza di altre associazioni, CONI,FASI...

Il mondo sportivo,è cronaca quotidiana,soffre di malattie incurabili,vicende come quelle del ciclista Armstrong o del marciatore Schwazer, non sono casi isolati, ma storie indicative che rappresentano la punta di un iceberg.

Queste mentalità e degenerazioni,non riguardano solo i professionisti , ma anche, per diretta conoscenza, molti contesti sportivi amatoriali e dopolavoristici, governati sovente da disvalori, dove è sempre più importante vincere anzichè partecipare,dove a pratiche illecite  si sommano agli interessi economici ( non necessariamente e sempre  ,cospicui ) rappresentati da premi,ingaggi,sponsorizzazioni..

Il tenersi ben distanti da questi mondi significa garantire l'integrità associativa e ribadire una nostra identità fatta anche di sano e gratuito esercizio fisico all'aperto ma  privo di quelle finalità e nevrosi proprie dello sport, nonchè valorizzare la dimensione sociale e conviviale delle nostre attività dinamiche contrapposte alle tensioni e divisioni prodotte dall' agonismo.

Il secondo aspetto riguarda il Bidecalogo.

Trovo molto positivo che, nell'attività di tante sezioni , come sulla rivista Montagne 360° compaiano sempre più frequentemente i segnali di un impegno e di una sensibilità associativa ambientalista diffusa. Numerose sono le battaglie che hanno visto ieri ed oggi il CAi attivo, contro gli abusi ed usi non rispettosi dell'ambiente montano. dalle cave, all'invasività dei mezzi motorizzati sui sentieri,al contrasto alla realizzazione di infrastrutture inutili e deturpanti in quota...

E' questa a mio parere la direzione giusta nella quale il CAI deve impegnarsi per qualificarsi sempre più come un'associazione ambientalista autorevole e dodocumentata. Un'associazione che pur evitando fondamentalismi ed estremismi non dabbia remore e soggezioni nello spendersi ed intervenire con energia per la difesa dell'ambiente montano e del territorio.

Il perseguimento di questa missione ,deve costituire elemento fondamentale e discriminante nell'operato e nei programmi di formazione degli Accompagnatori di escursionismo,Istruttori di alpinismo e quadri associativi a qualsiasi livello. 

Su queste tematiche,ritengo, si giocherà oggi e in un vicino futuro.l'autorevolezza il ruolo e l'immagine dela nostra associazione. Verremo considerati ed apprezzati sopratutto per la capacità di coerenza che avremo dimostrato nel rendere concreto lo spirito del Bidecalogo ,e molto secondariamente per avere patrocinato i protagonisti di qualche funambolica impresa.

Contributo personale di:

Carlo Lanzoni  AE 0357 Sezione di Rimini

Socio dal 1992  (codice 659646 )

Consigliere nel direttivo sezionale