Buon giorno cari amici. Sono Giorgio Pace, Presidente della Sezione di Catania.  Vorrei far conoscere le varie esperienze che abbiamo affrontato e risolto, (quasi sempre), negli ultimi 20 anni di vita sezionale. Accetto critiche, dissensi, contestazioni etc...Devo iniziare con uno  storico proverbio. Senza danaro non si canta Messa. Per fare danaro bisogna vendere, produrre, fatturare... Cosa può vendere la Sezione??? Escursioni, viaggi, settimane in montagna. etc... Come farle?? Cercando di imitare, nel ns. piccolo e solo nell'ambiete CAI, le agenzie di viaggio, i piccoli tour operators etc.. Quindi abbiamo invitato i ns. accompagnatori a promuovere e programmare quelle attività che maggiormante avrebbero avuto riscontro numerico di presenze "oceaniche", limitate ripeto solo alla frequenza di Soci CAI. Man mano che arrivavano i risultati ci siamo dotati di mezzi di trasporto collettivo "leggeri", leggasi Pulmini Fiat Ducato, o similari, a 9 posti, patente "B". Iniziando con un mezzo, siamo arrivati a 6, ad oggi perfettamente funzionanti. Non siamo quindi costretti a prenotare un bus a noleggio, costo circa 500.00 € al giorno. Inoltre non abbiamo il fastidio dell'autista, dei suoi sacrosanti diritti, dei suoi orari. Ma, sopratutto, non siamo legati alle prenotazioni da parte dei Soci, indispensabili e condizionanti per il noleggio. Ci si prenota anche per telefono e,se la mattina dovesse piovere e qualcuno non viene, nessun problema, si lascia qualche pulmino a casa. Il prezzo che chiediamo ai Soci è eguale a quello che si pagherebbe col bus a noleggio. Pagano tutti, autisti compresi. Dal primo pulmino abbiamo ricavato il secondo, il terzo etc- Importantissimi sopratutto per le gite di 2-3 giorni, improponibili col bus a noleggio e per percorrere strade di montagna. Realiziamo circa 100 escursioni/anno, con una partecipazione media di 25-30 persone. Ogni domenica due escursioni. 1 o 2 volte al mese anche un Week End in Sicilia o altrove. Con i ns. pulmini siamo andati anche in Islanda, in Tunisia, in Grecia, a Capo Nord etc . Abbiamo anche costruito, a bordo dei pulmini, bellissime amicizie con altre Sezioni, altri Soci.

Altre attività realizzate: ci siamo dotati in sede di una cucina con annessa sala da pranzo per 30 persone all'interno, e oltre 70  in una grande terrazza estiva. L'estate in Sicilia è di quasi 6 mesi. Cucinano i ns. soci, ricaviamo il 50% dell'incasso lordo della serata, che resta quindi nella ns. casse sociali. Nella stessa sede abbiamo ricavata una  "Foresteria" a 10-12 posti/letto che funziona nello stesso modo "volontaristico". Sempre e solo per Soci CAI di altre Sezioni. Organiziamo anche escursioni per le scuole, chiedendo naturalemte le spese vive del costo degli accompagnatori, che peraltro sono dei Volonatri, ma sono volontari per la Sezione, non per gli studenti che hanno telefonini da 500,00 €,, giacche di pelle Armani, e scarpe Ferragamo, visto che siamo a Firenze. Ci dobbiamo convincere che il "Volontariato" non siamo obbligati a farlo verso gli altri, ma verso la ns. Associazione. Eccazione naturalmente il soccorso alpino. Abbiamo anche istituito, da oltre 20 anni, un Trekking itinerante dell'Etna in 4 tappe, sostando nei ns. Rifugi che hanno sempre bisogno di Clienti. Illustriamo la ns. Montagna e nessun altro fa qualcosa di simile, nè tours operator, nè le Guide AGAI, nè i vari occasionali accompagnatori semiprofessonisti. Tutte le sezioni CAI hanno accanto ad esse delle straordinarie montagne e valli etc, ma poche offrono agli altri soci CAI analoghe possibilità. In 22 anni abbiamo portato al Trekking dell'Etna 2450 Soci Cai, e non abbiamo certamente finito. Solo in questo caso gli accompagnatori ricevono un piccolo rimborso. Praticamente non è la Sezione che lo paga, ma gli ospiti venuti da fuori. Come si farebbe a chiedere l'impegno dei soliti 4 o 5 giovani, che lasciano per 5 giorni, casa, famiglia, studi  etc??? Un accompagnatore per 4 giorni consecutivi non lo si trova facilmente.

Cosa chiediamo al CAI??? Che si sottolineino i risultati autofinanzianti delle Sezioni veramente operative, che qualche volta sono guardate con la puzza sotto il naso; che si faciliti la comunicazione tra Sezioni e Sezioni, anche di regioni diverse, anzi sopratutto di regioni diverse. Che si produca una specie di "Catalogo" annuale delle attività riservate al complesso nazionale di tutte le Sezioni proposte dalle altre Sezioni consorelle; che si faciliti anche il contatto con le Sezioni Estere, misterosamente considerate extra CAI, intendo estranee alle attività in Italia. Anni addietro il CAF (C.A. Francese) dedicava per intero, un numero della sua rivista mensile, ottobre credo, alle attività di interesse di tutto il complesso delle sue Sezioni. Un'iniziativa da importare. Abbiamo, come grande Associazione nazionale, un'attività bellissima che ci prospetta un avvenire pieno di successi. Non lasciamo alle singole iniziative sporadiche il grande patrimonio che è partito da lontano e andrà sempre più lontano. Non dobbiamo vergognarci di farci propaganda, sopratutto fra di noi.

Ho concluso e mi scuso se sono un pò fuori corrente. Sono responsabile di una Sezione che, grazie sopratutto all'Etna, vive una realtà molto diversa. Sarò sempre lieto di essere utile al Club Alpino Italiano. Grazie!

Giorgio Pace cell. 347 4111632