100° Congresso del Club Alpino Italiano

“Quale volontariato per il CAI di domani”

Le nostre Sezioni sovente si trovano in difficoltà nei rapporti con la Sede Centrale: si dice”troppa burocrazia”, il CAI soffre di “elefantiasi”, impegni troppo gravosi e lunghi per i corsi dei titolati… non sempre hanno ragione, ma è indubbio che qualche problema ci sia.

Può la Sede Centrale, con gli organici ridotti e bloccati, soddisfare le finalità istituzionali e la crescente domanda di servizi proveniente dal Corpo sociale con la prontezza e la competenza che la dinamica attuale richiede? Fino a quando le attuali risorse finanziarie lo consentiranno senza dover intervenire pesantemente sulle quote sociali? Ai soci giovani ed a quanti si avvicinano al CAI, i dirigenti sezionali sono in grado di dare risposte pronte ed esaurienti?

Occorre quindi confrontarci apertamente, senza pregiudizi e/o pregiudiziali, per trovare le soluzioni appropriate.

Il tema del Congresso è quanto mai attuale e improcrastinabili sono le decisioni da prendere… e devono essere prese…

Sulla validità insostituibile del volontariato nel CAI non si discute: è il fondamento ed il “valore” della nostra Associazione, ma in alcuni settori l’operatività volontaristica non soddisfa più le esigenze di pronto intervento e di completezza di cui la società odierna, e di conseguenza il Corpo sociale, abbisogna. L’Organizzazione centrale, alla quale richiediamo sempre maggiori e nuove competenze, non dispone delle risorse necessarie, ed a volte anche delle professionalità, per un sempre positivo, reciproco rapporto con la Periferia.

Occorre allora, a nostro avviso, dare completa attuazione alle norme statutarie, forse un po’ dimenticate, laddove prevedono (art. 5, 1° e 2° comma) la possibilità per il CAI di avvalersi anche di “attività economiche” per il raggiungimento dei fini istituzionali, (del resto altri Club Alpini lo hanno fatto con risultati di soddisfazione).

I settori di intervento possibili e le metodologie sono ben indicati nelle relazioni dei Gruppi di lavoro “Volontariato nel CAI di domani” e “Associazionismo e servizi”, che condividiamo, e dalle quali si evince anche l’insostituibilità del Volontariato.

Particolare importanza al p. 5 della relazione del gruppo di lavoro “Volontariato nel CAI di oggi” relativamente alla “fondamentale evidenza come l’operatività del CAI sia sempre più dislocata nel territorio, e come la salute dell’intera associazione derivi dalle condizioni delle strutture territoriali”, perché stimola una riflessione sulle capacità e realtà del rapporto tra gli organi istituzionali centrali e quelli periferici, Sezioni comprese ed i Soci…

Riteniamo che debba essere rivista la funzione degli “organi politico-amministrativi”; nella nostra Associazione esistono due Organi con le stesse funzioni “di indirizzo e di controllo”: ai Soci, e per essi ai delegati di sezione riuniti in Assemblea annuale, competono queste funzioni che dovranno essere esercitate con maggiore consapevolezza e cognizione, il dualismo attuale non può che essere dannoso…, sicuramente non utile. Per un migliore rapporto con la periferia , e soprattutto per “Sentire la Periferia”, il CDC dovrà confrontarsi più frequentemente con i Gruppi Regionali: potrebbe essere utile, e forse vincente, sostituire il CC con una Conferenza dei Presidenti dei GR (voci in tal senso si erano già levate in occasione della stesura delle nuove norme statutarie): le risorse umane che si libererebbero, di sicuro culturalmente preparate, potrebbero essere dedicate ai Gruppi Regionali che talvolta… soffrono di mancanza  di disponibilità volontaristiche.