Sono passati due anni dalla conclusione delle celebrazioni per il 150° del nostro sodalizio ed in particolare dell’iniziativa promossa dalla CCE “CamminaCai150”, nell’ambito della quale è nato il progetto “Salaria quattro regioni senza confini”; da allora il progetto è in continuo progresso e la sua conoscenza offre una serie di spunti che possono essere d’interesse nel dibattito inerente il volontariato nel CAI di domani. Occorre prima fare una premessa per spiegare le fasi di preparazione e di sviluppo dell’iniziativa. La scintilla scoccò in occasione dell’Assemblea dei delegati tenutasi a Spoleto nel maggio 2011 quando, nel pieno delle celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia, fu illustrato il programma 2013 per il 150° del CAI affermando che progetti presentati da almeno quattro regioni potevano essere dichiarati d’interesse nazionale; fu allora che tra alcune sezioni presenti, appartenenti alle quattro regioni confinanti Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria e che in parte già realizzavano iniziative insieme, si sviluppò l’idea di valorizzare, in maniera unitaria e attraverso l’escursionismo, la fascia appenninica attorno all’antica via consolare Salaria e al più longevo confine preunitario, quello tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie, area che si caratterizza per la presenza di ben due parchi nazionali, quelli dei Monti Sibillini e del Gran Sasso-Monti della Laga. Al progetto dettero la disponibilità a partecipare le sezioni di Amatrice, Antrodoco, Ascoli Piceno, L’Aquila, Leonessa, Monterotondo (Tivoli) Rieti, Roma, San Benedetto del Tronto e Spoleto; nel 2012 furono effettuate una serie di escursioni necessarie per individuare il tracciato più idoneo, anzi un doppio tracciato costituito da una “coast to coast” da San Benedetto del Tronto a Roma e da una dorsale da Spoleto a L’Aquila; si decise anche che il tracciato doveva svolgersi alle quote più basse possibili, in modo da favorire la frequentazione anche nel periodo invernale, e che la percorrenza poteva essere effettuata sia a piedi che in mountain bike. Come  previsto dal programma CamminaCAI150, il 20 aprile 2013 sono avvenute le partenze dei gruppi che avrebbero percorso i tre tracciati previsti: Salaria, da est, Francigena da nord e Micaelica da sud. Per la Salaria l’inizio è avvenuto sul mare a San Benedetto del Tronto, poi si sono percorse nei fine settimana tutte le tappe in modo tra loro concatenato, cioè la settimana successiva si ripartiva dal punto dove ci si era fermati nella precedente; l’arrivo si è compiuto il 28 settembre 2013, quando i soci partecipanti si ritrovarono a Roma dopo aver percorso insieme e per la prima volta l’intero itinerario escursionistico individuato, giungendo in contemporanea con gli altri gruppi di soci che avevano seguito i cammini già consolidati della Francigena e della Micaelica.

 

Il progetto “Salaria” elaborato per CAI150 poteva quindi dirsi felicemente compiuto e l’esperienza maturata nei due anni di preparazione ebbe come lascito la redazione della guida escursionistica uscita qualche mese dopo. La guida, edita da Carsa e composta da 240 pagine, è suddivisa in cinque aree omogenee, ciascuna percorribile in 4-5 tappe per un totale di 425 km di a piedi (475 in mtb). Oltre ai saggi introduttivi dove sono evidenziati gli elementi unitari più significativi, per ciascuna tappa viene riportata una cartina e la descrizione dell’itinerario a piedi ed in mtb, seguita da approfondimenti culturali relativi alle emergenze più interessanti incontrate dall’escursionista lungo il percorso. Nei fatti, il progetto è continuato e nel biennio successivo si è ulteriormente sviluppato, grazie alle relazioni sociali consolidatesi nel corso di una così lunga iniziativa e alla sempre più crescente credibilità che il progetto si andava costruendo tra gli stessi promotori; nel contempo, si è presa coscienza che l’iniziativa così come era stata impostata si era mostrata realmente utile per valorizzare le terre alte dell’Appennino Centrale, depauperate negli ultimi decenni in termini demografici, economici e sociali e che sarebbe stato un peccato non farlo crescere ancora. Nel corso del biennio 2014-2015 si sono quindi sviluppate azioni congiunte a livello escursionistico a piedi ed in mtb (Around Salaria, trekking, intersezionali), a carattere partecipativo (un incontro generale a cadenza annuale a giugno, nel 2014 svoltosi ad Antrodoco e quest’anno ad Amatrice, presentazioni della guida nel territorio con il coinvolgimento di operatori ed istituzioni locali), iniziative legate alla comunicazione (un sito www.caisalaria150.it dove sono anche reperibili le tracce, una pagina facebook specifica, inserimento nel portale www.verybello.it attivato dal Ministero dei Beni ed Attività culturali in occasione dell’Expo 2015), attività mirate agli approfondimenti scientifici (inserimento del progetto Salaria tra quelli supportati dal Gruppo Terre Alte del Comitato Scientifico Centrale CAI, quest’anno indirizzati allo studio dei terrazzamenti in vista del convegno internazionale che si svolgerà nel 2016) ed, infine, attività educative rivolte al mondo della scuola. Particolare impegno è stato posto sulla necessità di sistemare e segnare i sentieri, aspetto che è stato al centro dell’attenzione di ben due convegni nazionali svoltosi a settembre ad Amatrice (Lazio) e ad ottobre e Trevi (Umbria), alla presenza del Presidente Generale e dei Presidenti Regionali. Per il 2016  è stata stabilita la data dell’incontro generale il 12 giugno a Monterotondo per festeggiare insieme il suo passaggio a sezione, sono in corso incontri per definire il programma d’iniziative che le sezioni intendono sviluppare in modo congiunto, consolidando e possibilmente anche potenziando quanto finora già fatto.

 

Raccontate le varie fasi, si è ora in grado di fare alcune considerazioni finali. Una tale mole di iniziative ha messo in evidenza il ruolo centrale dell’apporto espresso dal socio in forma di volontariato, apporto che coniuga l’adesione ai valori etici della solidarietà e dell’amicizia alle competenze tecniche acquisite nei vari settori dove il CAI normalmente opera: organizzazione di escursioni, individuazione degli itinerari, progettazione segnaletica, redazione di cartografia e guide; gli interventi esterni si limitano ad attività marginali specialistiche, come la stampa del materiale predisposto. Nel contempo, è da evidenziare anche che l’esperienza maturata in forma congiunta ha fatto comprendere che alle capacità tecniche tipiche del CAI si accompagnano non secondarie capacità di lettura del territorio di appartenenza in tutti i suoi aspetti, segno di un radicamento della base sociale nel vissuto sociale, ed una maggiore sensibilità a temi più ampi che non la mera partecipazione ad un’escursione in montagna. Le stesse escursioni si sono rivelate uno strumento attivo attraverso il quale recuperare i sentieri storici abbandonati, visitare borghi semiabbandonati per conoscerne la storia, fare amicizia con i pochi abitanti rimasti.  Tutto ciò porta a dire che l’azione delle sezioni CAI espressa tramite il volontariato dei propri soci si connota come potente mezzo di sviluppo economico del territorio appenninico, capace anche di superare confini di tipo amministrativo, come è stato per il progetto “Salaria quattro regioni senza confini”. L’esperienza ha insegnato anche che tale azione va completata dalle Sezioni attraverso una condivisione degli obiettivi con gli enti locali ed una collaborazione con altre associazioni che operano sul territorio, le pro loco in particolare, soprattutto indirizzata verso la manutenzione dei sentieri, e con le aziende che operano nei servizi dei trasporti, della ricettività e dell’accoglienza. Ciò non basta: c’è anche la consapevolezza che un’azione di tale portata, fondata su una solida base sociale, per crescere ed avere maggiore forza ed incisività debba essere avallata, promossa e coordinata dagli organi regionali  e nazionali del Sodalizio. In particolare, i Gruppi Regionali dovrebbero coordinarsi per consolidare progetti di area vasta che vanno oltre i confini regionali di competenza e nel contempo sensibilizzare le regioni interessate perché sostengano programmi comuni, come è il progetto “Salaria quattro regioni senza confini”, ad esempio attraverso un miglioramento della rete escursionistica dotandola di una segnaletica adeguata ed omogenea od anche facendo leva sugli strumenti di comunicazione tramite campagne pubblicitarie mirate oppure facendo realizzare app che facilitino  l’accesso rapido ad informazioni in lingua su servizi di trasporto, recettività ed accoglienza e sull’apertura di musei e attività commerciali. Solo così si può mirare ad una crescita dell’economia delle terre alte attraverso lo sviluppo del turismo escursionistico.

Franco Laganà

coordinatore del gruppo di lavoro

Salaria quattro regioni senza confini