Intervengo nella discussione sul Volontariato e i servizi nel Cai ponendo alcune riflessioni. Per la struttura stessa del Club Alpino al momento risulta evidente come le sezione, per ragioni di organizzazione interna, rapporti con la Sede Centrale, assicurazione dei soci, manutenzione delle sedi, ecc. svolga un complesso di attività nelle quali l’aspetto della frequentazione della montagna sia solo, purtroppo, uno degli elementi, spesso neanche il principale. Ciò evidentemente, necessita di un impegno e di una responsabilità non gestibile semplicemente con prestazioni di tipo esclusivamente volontaristico da parte dei soci. Mi spiego meglio e pongo a titolo di esempio tre casi emblematici. 1) La sezione viene ospitata in una sede di proprietà di un Ente pubblico, il quale, a fronte di canoni di locazione assenti o irrisori, non si preoccupa assolutamente di fare qualsiasi tipo di manutenzione. Ovviamente si arriva al punto che la struttura, per ovvie ragioni, necessiti di opere di restauro. All’interno della sezione esistono le professionalità adatte a poter fungere da Direttore dei Lavori. Perché non può la stessa sezione rivolgersi ai suoi soci per far si che, a titolo professionale, uno o più di essi ricoprano questo incarico?

2) La gestione contabile di una sezione è complessa e, per effetto di normative sempre più stringenti, pone il Presidente e tutto il Consiglio Direttivo di fronte a responsabilità di vario genere, soprattutto dovendo le sezioni spesso finanziarsi attraverso contributi elargiti da Enti Pubblici. È necessario ovviamente avere un proprio bilancio, che sarebbe buona norma far “asseverare” da un professionista. Qualora esistano in sezione le necessarie competenze perché affidarsi all’esterno? È giusto chiedere ad un socio di assumersi tali responsabilità a titolo gratuito?

3) Attività di segreteria. Non mi dilungo sulle innumerevoli pratiche burocratiche. Qualora ci siano sezione nelle quali nessuno voglia assumersi questo gravoso onere a titolo gratuito che si fa? Chiudiamo la sezione?

Ovviamente questi 3 casi sono quelli che mi vengono in mente nell’immediato, ma tante altre situazioni potrebbero esserci. (avvocato che difende la sezione in giudizio, tecnico per lavori su fune che deve certificare via ferrata o altro di proprietà della sezione, ecc.).

Il problema non è quello di creare tensioni interne alle sezioni, ma di non crearle tra le sezioni e la sede centrale. C’è una discussione per la creazione di una struttura di servizio per le attività commerciali del CAI. Bene. Gli introiti di questa struttura a chi andranno? La quota che annualmente le sezioni versano alla Sede centrale si ridurrà? Perché altrimenti a cosa serve questa struttura? Che vantaggi ne hanno le sezioni? Allora a questo punto potrebbe essere utile creare un elenco nazionale di soci interessati a coadiuvare le singole sezioni negli specifici ambiti professionali, con costo a carico della sede centrale o di questa struttura periferica. Oppure definire dei criteri “chiari” per la scelta delle figure professionali cui affidare incarichi e uniformarli nelle diverse sezioni. Tali criteri ovviamente sarebbero fissati dalla Sede Centrale, per non esporre i singoli consiglieri o presidenti di Sezione ai tanto temuti contrasti interni, e per creare uniformità a livello nazionale (ad esempio incarichi affidati a tariffe professionali ridotte, anzianità associativa, ecc.). Infine, ritengo che il problema si ponga unicamente per alcune tipologie di attività, di carattere organizzativo e trasversali alle tematiche della montagna e della sua valorizzazione. Per queste ultime, infatti, (escursioni, tracciatura sentieri, partecipazione a convegni, ecc.) deve necessariamente essere mantenuto il carattere di gratuità delle prestazioni, mentre trovo profondamente ingiusto, per motivazioni di carattere puramente ideologico, che ci si debba affidare all’esterno, a costi superiori, per prestazioni professionali che potrebbero tranquillamente essere affidate a soci. In quest’ultimo caso sarebbe anche forte la tentazione, per qualcuno, di giustificare come rimborsi spese costi di tutt’altra natura, ma necessari per il sostentamento della sezione.

Spero vogliate considerare propositivamente le mie riflessioni.

Cordiali saluti