L’elaborazione di idee e temi per il CAI di domani non può che partire da un’analisi del CAI di oggi, di quanto di buono c’è nel Sodalizio e di quanto debba invece essere rivisto e migliorato. Un’Associazione che si avvia verso il 153° compleanno e che nella sua storia è sopravvissuta a svolte epocali della società deve, senza ombra di dubbio, poggiare su basi e valori solidi ed avere nel suo DNA le capacità di adattamento ed innovazione necessarie per traghettarla attraverso dal XIX° al XXI° secolo.

I valori fondanti del Club, quelli individuati dai fondatori e messi neri su bianco nello Statuto, sono in gran parte ancora attuali e rappresentano un punto di partenza in previsione dei traguardi futuri. Certamente l’esplorazione e la scoperta sono temi datati ma altri, fra i quali la conoscenza e salvaguardia dell’ambiente, sono quanto mai attuali.

Vorrei focalizzare l’attenzione su alcuni concetti a mio avviso fondamentali per un buon CAI nel futuro.

Fenomeno della diminuzione della base sociale

Questa è la vera nota dolente del nostro Club. Stiamo perdendo Soci, sia Soci giovani ed iscritti da pochi anni che Soci storici. Se per i secondi la fuoriuscita può avere anche carattere fisiologico ed impossibile da contrastare, il mancato rinnovo del bollino da parte dei primi o di interi nuclei familiari può e deve essere oggetto di un’inversione di tendenza. Certamente la crisi economica ha portato gli italiani a tagliare spese ritenute superflue e la partecipazione alle nostre attività rientra fra queste, ma il timore è che una fetta dei mancati rinnovi o di mancate nuove iscrizioni sia riconducibile ad un Club poco attraente e poco moderno, non allineato alla semplicità di altre realtà nostre “concorrenti”. Si pensi alla burocrazia, alla ridondanza di circolari e normative interne, ai costi di iscrizione per i nuclei familiari, ai costi di corsi ed iniziative spesso lievitati a causa dei nostri regolamenti. Per incrementare la base sociale è indispensabile tagliare i bizantinismi ed avere un approccio snello e dinamico, nonché procedere ad un ripensamento dei costi per venire incontro alle esigenze dei giovani.

Apertura all’esterno e leadership

E’ necessario adoperarsi per una maggiore apertura verso l’esterno, verso le altre associazioni che si occupano di escursionismo, di tutela ambientale, di montagna in generale. Non dobbiamo ergerci ad associazione leader delle attività montane ma dobbiamo fare in modo di essere riconosciuti come i più autorevoli in materia La nostra profonda cultura della montagna, le nostre capacità in tema di tutela ambientale, la preparazione tecnica dei nostri titolati e qualificati, la nostra ricerca della sicurezza devono essere il volano per il riconoscimento di questa leadership.

Merchandising e social network

Negli ultimi anni molto è stato fatto, ma molto altro può e deve necessariamente essere fatto. Associare il brand CAI a capi di abbigliamento piuttosto che ad attrezzatura tecnica ricercando una partnership con società e marchi affermati può contribuire a far conoscere ed apprezzare il Club fra gli appassionati.

L’utilizzo dei social network è divenuto, nella moderna società, indispensabile per farsi conoscere e per far sapere cosa facciamo. Strumenti come facebook e twitter sono in grado di raggiungere in pochissimo tempo migliaia di utenti. Sino ad oggi siamo stati bravissimi a fare e molto meno bravi a far sapere cosa facevamo. E’ giunto il momento di aprirsi a strumenti informatici veloci e già nella disponibilità di tutti. L’informativa su iniziative, serate, corsi che corre sui social network raggiunge in pochi istanti tablet e smartphone di nuovi potenziali soci. La fluidità e la capillarità dei social network è di gran lunga superiore a quella dei classici siti internet e dell’ormai superata, ancor se romantica, carta stampata.

 

Concludendo il CAI di domani dovrà continuare ad essere un Club aperto, dove ogni Socio possa trovare una propria dimensione e sentirsi rappresentato, dove ogni attività, ogni titolato, ogni partecipante debba avere uguale dignità, dove le Sezioni tornino ad essere il punto di riferimento sul territorio sotto la guida di organi centrali e regionali che siano di supporto e di indirizzo e non di “intralcio burocratico”. Il Club dovrà necessariamente adeguarsi alla moderna società, imparare ad essere snello, dinamico ed al passo con i tempi utilizzando sistemi di comunicazione ad oggi di uso comune per gran parte della popolazione e per ogni fascia di età. I moderni sistemi informatici ed i social network sono in grado di garantire uno snellimento procedurale (iscrizioni on line, ecc.) ed una comunicazione immediata ed allargata ad un bacino potenzialmente infinito di utenti. Se il CAI vuole continuare ad essere un punto di riferimento sul territorio e per il territorio nei confronti di Amministrazioni e di appassionati di montagna e di ambiente dovrà lavorare, a partire da subito, su marketing e merchandising; associare il proprio brand ed il proprio logo a materiale tecnico, a capi di abbigliamento, a pubblicazioni, a manifestazioni garantirà, oltre ad un ritorno economico, anche un ritorno di immagine e pubblicitario rilevante. Il logo del CAI su un capo di abbigliamento o su un attrezzo sarà certificazione di qualità da una parte ma anche riconoscimento che il Club è ritenuto dalle case produttrici come massima espressione sul territorio di competenza e conoscenza in materia di alpinismo, escursionismo, speleologia o ciclo escursionismo. Il Club Alpino Italiano dalla piccola realtà di élite del 1863 è divenuta la grande realtà di oggi grazie all’imponente opera ed alla dedizione di un corpo volontario senza paragoni. Il CAI di domani non potrà prescindere dal volontariato se vorrà continuare ad essere un Club di importanza nazionale e non ritornare ad essere un circolo elitario. I volontari dedicano e regalano parte del proprio tempo libero ad un Club in cui credono, si riconoscono nei suoi valori e nei suoi principi, mettono a fattor comune le proprie competenze e conoscenze. Chi si dedica alla dirigenza di una Sezione o di un organo tecnico, ad accompagnare, ad istruire corsisti lo fa mosso dalla voglia di stare con gli altri, dai valori di amicizia e solidarietà, da spirito di appartenenza e soprattutto da una profonda passione per ciò in cui crede. L’opera dei volontari è il volano che ha fatto grande il CAI e che lo farà continuare ad essere un punto di riferimento per tutti gli amanti della montagna anche domani.

ANE Massimo Vegni

Consiglere GR Toscana