Tornando a casa in bicicletta dopo l'assemblea preparatoria in cui si è discusso sui temi dei seminari del congresso nazionale ho riflettuto su alcuni aspetti. Sono socio del CAI da 11 anni mi rendo conto che il lavoro indispensabile per la vita della sezione è prestato solo da una piccolissima percentuale dei soci, che portano avanti ottimamente la vita della sezione, ma lo fanno dedicandole tantissime energie ed una parte notevole del loro tempo libero.

La grande maggioranza dei soci invece partecipa molto poco alla vita della sezione.

In questo temo che nelle grandi sezioni il rischio di deresponsabilizzazione sia più alto che nelle piccole, è più facile pensare

 "se io non faccio una cosa la farà qualcun'altro !"

Questa situazione non deve essere considerata come un dato di fatto ma deve essere vista come uno stimolo da una parte per far conoscere a tutti le attività svolte e richiedere la partecipazione di tutti i soci disponibili, dall'altra noi, maggioranza silenziosa, dobbiamo cercare di partecipare di più alla vita della sezione, anche con un contributo di poche ore, in base alle nostre possibilità, scegliendo quelle attività verso cui ci sentiamo più portati. Penso sia importante cercare di restituire qualcosa, il socio CAI non deve essere solo un turista o uno sportivo d'alta quota.