In occasione dell’imminente Congresso, per dare un contributo al dibattito sul volontariato nel CAI, ci siamo ritrovati a vivere una bella esperienza di confronto, mettendo sul tavolo di un dibattito aperto le nostre idee sulle attività che svolgiamo all’interno della piccola sezione di cui siamo soci. Ciò che ci accomuna è la consapevolezza che la montagna è conoscenza, cura e tutela, non solo sfida: mettiamo a disposizione il nostro tempo e le nostre energie come volontari, e questo, oltre a farci sentire utili, rende sempre più forte il legame con il territorio, in generale, con quello montano, in particolare.

Di recente abbiamo portato a compimento l’impegno di sistemare la rete dei sentieri del territorio di competenza (a tal proposito, accade ancora oggi che non si sappia definire con certezza quale sia l’ambito di competenza di una sezione), mediante un’operazione di pulitura e segnatura, durante la quale abbiamo dato fondo a costanza, capacità di organizzazione e allo spirito di collaborazione; abbiamo sentito di ricoprire ancora una volta, e di più, quel ruolo di “Sentinelle della montagna” che il gruppo di lavoro “CAI di domani” ha posto in evidenza in relazione ad uno dei temi strategici del congresso.

Prendersi cura della montagna (come fanno tante piccole e grandi sezioni) con senso di responsabilità e con competenza, senza nulla a pretendere, affrontando impegni che a volte possono risultare gravosi, è senza dubbio un valore aggiunto che l’associazione porta in sé. Istituzioni locali, enti territoriali e operatori(anche quelli economici) dovrebbero collaborare e interfacciarsi più spesso con il CAI, riconoscendogli un ruolo di consulente per ciò che concerne conoscenza e tutela del territorio montano (beninteso, sempre senza nulla a pretendere). Non siamo professionisti della montagna, ma abbiamo nel volontariato e nell’esperienza acquisita sul campo, nonché nella formazione e aggiornamento continuo degli accompagnatori, punti di forza che andrebbero conosciuti e riconosciuti più di frequente all’esterno del sodalizio. E si resta un po’ perplessi nel constatare che nel tempo, pur crescendo la nostra dedizione ed esperienza, acquistano sempre più appeal, agli occhi di potenziali fruitori della montagna (e non solo), figure di accompagnatori/guide legate a svariate associazioni che si muovono sul medesimo territorio con fini promozionali e di lucro: è doveroso forse chiedersi se vi siano problemi di metodo nel comunicare al mondo esterno il nostro impegno a 360 gradi e come si può porre rimedio a questa che oggi appare una potenziale lacuna.

Restando in tema di competenza e formazione nel CAI, il desiderio di adoperarsi, con forte motivazione, anche nel campo della solidarietà, si scontra a volte con la titubanza ad intraprendere i percorsi formativi riservati alle figure di accompagnatori di escursionismo, percorsi che appaiono lunghi e impegnativi per tempi, costi e spostamenti. Ci troviamo d’accordo con chi desidera una semplificazione, prospettando ad esempio una diversificazione tra accompagnamento sezionale e iter per titolati di primo livello. In relazione a questo, non ci sembra secondario  l’aspetto legato all’assunzione di responsabilità, che può rappresentare un ulteriore disincentivo ad attivarsi in prima persona, soprattutto se essa, la responsabilità, come sempre più spesso accade, viene tanto enfatizzata.

A conclusione di quanto scritto, ben venga ogni possibile semplificazione e incentivo al coinvolgimento e alla formazione di un numero sempre maggiore di soci, soprattutto se giovani (che son sempre pochi!), il riconoscimento dall’esterno del nostro impegno e del nostro ruolo, anche se volontario, una più efficace comunicazione volta a divulgare l’universo CAI con tutte le sue belle e variegate attività. Ben venga anche la promozione di figure addette a questo compito (comunicazione/divulgazione), che potrebbero occuparsi inoltre di prendere contatti e instaurare rapporti costanti e duraturi con istituzioni, enti e operatori del territorio.

Auguriamo buon lavoro al Congresso.

I soci della sezione CAI di Esperia (FR)