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	Commenti per Club Alpino Italiano &#8211; 101° Congresso Nazionale	</title>
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	<description>CAI</description>
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		<title>
		Commenti su Libertà, limite, responsabilità di Maurizio Fermeglia		</title>
		<link>https://congresso.cai.it/liberta-limite-responsabilita/comment-page-1/#comment-176</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Fermeglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Nov 2023 17:16:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Progetto valutazione dell&#039;impatto ambientale dei materiali da alpinismo. Il progetto ha l’obiettivo di valutare gli impatti ambientali del materiale usato per l’attività in montagna. I destinatari dello studio sono sia i frequentatori della montagna che la filiera della produzione dei materiali. E’ disponibile una normativa standard ISO 14.044 che permette di valutare l’impatto ambientale di prodotti e processi basata su analisi del ciclo di vita dal processo / prodotto (LCA), quindi, qualsiasi materiale e/o processo può essere assoggettato ad uno studio di impatto, in cui si riesce a determinare le conseguenze della fase di produzione, della fase d’uso e della fine vita del materiale in termini di diversi indicatori quali ed ad esempio il riscaldamento globale, la salute dell’uomo, l’utilizzo delle risorse, l’impatto sulla biodiversità ecc. 
Anche i materiali utilizzati per le attività in montagna possono essere oggetto di questa analisi di impatto ambientale purché siano noti i dettagli costruttivi, i materiali di cui sono composti e le stime dei consumi energetici per produrli e per gestirne il fine vita. 
Il progetto è già iniziato presso il CSMT del CAI con una valutazione delle norme già pubblicate ed individuazione delle attività da svolgere per poter eseguire gli studi LCA dei materiali non ancora coperti da normativa. Esistono procedure standard per gli sci e per gli scarponi da discesa, ma mancano per il materiale da alpinismo quali corde, moschettoni, imbraghi, caschi, zaini,…. 
Il progetto prevede di intraprendere uno studio LCA aderente alle norme ISO per ciascuno dei materiali di interesse, iniziando dai materiali più utilizzati in montagna, per addivenire alla definizione di un set di regole per la stesura degli studi di LCA per i materiali di interesse, e, una volta completato lo studio, dare utili indicazioni ai portatori di interesse, ivi compresi gli utenti, le associazioni alpinistiche, CAI in primis, i negozi di vendita ed i costruttori dei materiali. 
D segnalare che il CAI sarebbe la prima assiciazione alpinistica ad avere un centro sudi che si occuap di queste tematiche.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto valutazione dell&#8217;impatto ambientale dei materiali da alpinismo. Il progetto ha l’obiettivo di valutare gli impatti ambientali del materiale usato per l’attività in montagna. I destinatari dello studio sono sia i frequentatori della montagna che la filiera della produzione dei materiali. E’ disponibile una normativa standard ISO 14.044 che permette di valutare l’impatto ambientale di prodotti e processi basata su analisi del ciclo di vita dal processo / prodotto (LCA), quindi, qualsiasi materiale e/o processo può essere assoggettato ad uno studio di impatto, in cui si riesce a determinare le conseguenze della fase di produzione, della fase d’uso e della fine vita del materiale in termini di diversi indicatori quali ed ad esempio il riscaldamento globale, la salute dell’uomo, l’utilizzo delle risorse, l’impatto sulla biodiversità ecc.<br />
Anche i materiali utilizzati per le attività in montagna possono essere oggetto di questa analisi di impatto ambientale purché siano noti i dettagli costruttivi, i materiali di cui sono composti e le stime dei consumi energetici per produrli e per gestirne il fine vita.<br />
Il progetto è già iniziato presso il CSMT del CAI con una valutazione delle norme già pubblicate ed individuazione delle attività da svolgere per poter eseguire gli studi LCA dei materiali non ancora coperti da normativa. Esistono procedure standard per gli sci e per gli scarponi da discesa, ma mancano per il materiale da alpinismo quali corde, moschettoni, imbraghi, caschi, zaini,….<br />
Il progetto prevede di intraprendere uno studio LCA aderente alle norme ISO per ciascuno dei materiali di interesse, iniziando dai materiali più utilizzati in montagna, per addivenire alla definizione di un set di regole per la stesura degli studi di LCA per i materiali di interesse, e, una volta completato lo studio, dare utili indicazioni ai portatori di interesse, ivi compresi gli utenti, le associazioni alpinistiche, CAI in primis, i negozi di vendita ed i costruttori dei materiali.<br />
D segnalare che il CAI sarebbe la prima assiciazione alpinistica ad avere un centro sudi che si occuap di queste tematiche. - <span>Sezione: CAAI </span></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su Il CAI di domani di Evelin Franceschini		</title>
		<link>https://congresso.cai.it/il-cai-di-domani/comment-page-2/#comment-175</link>

		<dc:creator><![CDATA[Evelin Franceschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Nov 2023 11:56:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://congresso.cai.it/?p=6431#comment-175</guid>

					<description><![CDATA[Car* 🌸,

di seguito le proposte di azione per il CAI di domani pensate dalle/dai partecipant* alle serate Cineclima che abbiamo organizzato come Sezione CAI Pisa  in collaborazione con Extinction Rebellion Pisa.

Di seguito troverete due liste: gli impegni che ci prenderemo come Sezione e gli impegni che chiediamo si assuma il CAI Centrale.

 *_Sezione_* 
1. promuovere escursioni che utilizzino mezzi pubblici e/o bici per gli spostamenti in modo da ridurre la nostra produzione diretta di CO2 ed inquinanti atmosferici;
2. organizzare momenti di convivialità che prevedano  cibi veg/vegani possibilmente biologici e a km 0 (con possibilità di inserire su richiesta cibi contenenti carne), in modo da a) promuovere un rapporto più consapevole con il cibo e con le aziende agricole del territorio, b) ridurre la produzione indiretta di CO2 ed inquinanti atmosferici, c) non renderci partecipi dei processi di landgrabbing e deforestazione;
3. passare ad un fornitore di energia che ci garantisca energia green (es. La cooperativa energetica &quot;È nostra&quot;), in modo da ridurre la nostra produzione indiretta di CO2 ed inquinanti atmosferici;
4. organizzare laboratori per la riparazione ed il recupero di abbigliamento tecnico usurato in modo da evitare il &quot;consumo sportivo&quot; e ridurre rifiuti e consumo energetico legato alle produzioni d&#039;abbigliamento;
5.Organizzare laboratori di stampa ecotex per l&#039;abbigliamento di sezione.
6. organizzare laboratori di assemblaggio/riparazione biciclette


 *_CAI Centrale_* 
1) fare pressione su Trenitalia (eventualmente in collaborazione con FIAB) perché aumenti il numero di stalli portabici;
2) Come per la Sezione (cibi veg, biologici, km0)
3) Come per la Sezione (fornitore di energia)
4) fare pressione sulle aziende che producono abbigliamento sportivo perché adottino le buone pratiche di Patagonia (che garantisce la possibilità di riparare i capi anche se fuori produzione)
5) stipulare accordi di fornitura di abbigliamento/merchandising e sponsarizzazioni esclusivamente con aziende equosolidali ed ecosostenibili;
6) firmare una convenzione con Bike Italia o qualunque altro ente si occupi di assemblaggio e riparazione di gravel e mountain bike per avere seminari tecnici specifici la meccanica della bicicletta
7) prendere contatti con la Dutch Cicling Ambassy per progettare politiche nazionali  riguardanti la promozione dell&#039;uso bicicletta (e magari progettare scambi internazionali se parte l&#039;ufficio bandi europei).


Chi volesse contattarci può farlo all&#039;indirizzo info@caipisa.it
Grazie per l&#039;attenzione!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Car* 🌸,</p>
<p>di seguito le proposte di azione per il CAI di domani pensate dalle/dai partecipant* alle serate Cineclima che abbiamo organizzato come Sezione CAI Pisa  in collaborazione con Extinction Rebellion Pisa.</p>
<p>Di seguito troverete due liste: gli impegni che ci prenderemo come Sezione e gli impegni che chiediamo si assuma il CAI Centrale.</p>
<p> *_Sezione_*<br />
1. promuovere escursioni che utilizzino mezzi pubblici e/o bici per gli spostamenti in modo da ridurre la nostra produzione diretta di CO2 ed inquinanti atmosferici;<br />
2. organizzare momenti di convivialità che prevedano  cibi veg/vegani possibilmente biologici e a km 0 (con possibilità di inserire su richiesta cibi contenenti carne), in modo da a) promuovere un rapporto più consapevole con il cibo e con le aziende agricole del territorio, b) ridurre la produzione indiretta di CO2 ed inquinanti atmosferici, c) non renderci partecipi dei processi di landgrabbing e deforestazione;<br />
3. passare ad un fornitore di energia che ci garantisca energia green (es. La cooperativa energetica &#8220;È nostra&#8221;), in modo da ridurre la nostra produzione indiretta di CO2 ed inquinanti atmosferici;<br />
4. organizzare laboratori per la riparazione ed il recupero di abbigliamento tecnico usurato in modo da evitare il &#8220;consumo sportivo&#8221; e ridurre rifiuti e consumo energetico legato alle produzioni d&#8217;abbigliamento;<br />
5.Organizzare laboratori di stampa ecotex per l&#8217;abbigliamento di sezione.<br />
6. organizzare laboratori di assemblaggio/riparazione biciclette</p>
<p> *_CAI Centrale_*<br />
1) fare pressione su Trenitalia (eventualmente in collaborazione con FIAB) perché aumenti il numero di stalli portabici;<br />
2) Come per la Sezione (cibi veg, biologici, km0)<br />
3) Come per la Sezione (fornitore di energia)<br />
4) fare pressione sulle aziende che producono abbigliamento sportivo perché adottino le buone pratiche di Patagonia (che garantisce la possibilità di riparare i capi anche se fuori produzione)<br />
5) stipulare accordi di fornitura di abbigliamento/merchandising e sponsarizzazioni esclusivamente con aziende equosolidali ed ecosostenibili;<br />
6) firmare una convenzione con Bike Italia o qualunque altro ente si occupi di assemblaggio e riparazione di gravel e mountain bike per avere seminari tecnici specifici la meccanica della bicicletta<br />
7) prendere contatti con la Dutch Cicling Ambassy per progettare politiche nazionali  riguardanti la promozione dell&#8217;uso bicicletta (e magari progettare scambi internazionali se parte l&#8217;ufficio bandi europei).</p>
<p>Chi volesse contattarci può farlo all&#8217;indirizzo <a href="mailto:info@caipisa.it">info@caipisa.it</a><br />
Grazie per l&#8217;attenzione! - <span>Sezione: Pisa</span></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su CAPITALE NATURALE? MA CHE COS’É? di Serena CANTAMESSA		</title>
		<link>https://congresso.cai.it/capitale-naturale-ma-che-cose/comment-page-2/#comment-174</link>

		<dc:creator><![CDATA[Serena CANTAMESSA]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Nov 2023 11:09:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://congresso.cai.it/?p=6412#comment-174</guid>

					<description><![CDATA[7 Commenti
« Commenti meno recenti
Serena CANTAMESSAIl tuo commento è in attesa di moderazione. Questa è un&#039;anteprima; il tuo commento sarà visibile dopo esser stato approvato.
25/11/2023 alle 12:03
Carissimi Socie e Soci qui convenuti, oggi, al 101° Congresso Nazionale del C.A.I. a Roma. Innanzitutto, vediamo la Montagna come un valore inestimabile per l’Umanità che dovrebbe esserci ma non c’è. Come Cittadini, come Montanari, come Alpigiani, come Alpinisti, amiamo la Montagna, in quanto uno dei componenti dell’Uomo. La Montagna si sta distruggendo, noi la distruggiamo, senza la Montagna che futuro c’è? Come Soci del C.A.I. cerchiamo di salvaguardare la Montagna e rivalutiamo la sua importanza centrale per l’espressione di tutti noi. Siamo a questo Congresso per riafforzare la Montagna e nella Storia d’Italia, che deve essere salvaguardata. Quest’anno è il 160° Anniv. del C.A.I. Un Anniversario giubilante per il Sodalizio, per noi, per la Montagna stessa. Auspico che la Montagna venga rivista e ripresa nella sua Interezza. Nella Capitale Naturale. Buon Congresso. Un saluto. - Sezione: Sez. Ligure - Genova]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>7 Commenti<br />
« Commenti meno recenti<br />
Serena CANTAMESSAIl tuo commento è in attesa di moderazione. Questa è un&#8217;anteprima; il tuo commento sarà visibile dopo esser stato approvato.<br />
25/11/2023 alle 12:03<br />
Carissimi Socie e Soci qui convenuti, oggi, al 101° Congresso Nazionale del C.A.I. a Roma. Innanzitutto, vediamo la Montagna come un valore inestimabile per l’Umanità che dovrebbe esserci ma non c’è. Come Cittadini, come Montanari, come Alpigiani, come Alpinisti, amiamo la Montagna, in quanto uno dei componenti dell’Uomo. La Montagna si sta distruggendo, noi la distruggiamo, senza la Montagna che futuro c’è? Come Soci del C.A.I. cerchiamo di salvaguardare la Montagna e rivalutiamo la sua importanza centrale per l’espressione di tutti noi. Siamo a questo Congresso per riafforzare la Montagna e nella Storia d’Italia, che deve essere salvaguardata. Quest’anno è il 160° Anniv. del C.A.I. Un Anniversario giubilante per il Sodalizio, per noi, per la Montagna stessa. Auspico che la Montagna venga rivista e ripresa nella sua Interezza. Nella Capitale Naturale. Buon Congresso. Un saluto. &#8211; Sezione: Sez. Ligure &#8211; Genova - <span>Sezione: Sez. Ligure - Genova </span></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su CAPITALE NATURALE? MA CHE COS’É? di Serena CANTAMESSA		</title>
		<link>https://congresso.cai.it/capitale-naturale-ma-che-cose/comment-page-2/#comment-173</link>

		<dc:creator><![CDATA[Serena CANTAMESSA]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Nov 2023 11:03:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Carissimi Socie e Soci qui convenuti, oggi, al 101° Congresso Nazionale del C.A.I. a Roma.
Innanzitutto, vediamo la Montagna come un valore inestimabile per l&#039;Umanità che dovrebbe esserci ma non c&#039;è. Come Cittadini, come Montanari, come Alpigiani, come Alpinisti, amiamo la Montagna, in quanto uno dei componenti dell&#039;Uomo. La Montagna si sta distruggendo, noi la distruggiamo, senza la Montagna che futuro c&#039;è? Come Soci del C.A.I. cerchiamo di salvaguardare la Montagna e rivalutiamo la sua importanza centrale per l&#039;espressione di tutti noi. Siamo a questo Congresso per riafforzare la Montagna e nella Storia d&#039;Italia, che deve essere salvaguardata. Quest&#039;anno è il 160° Anniv. del C.A.I. Un Anniversario giubilante per il Sodalizio, per noi, per la Montagna stessa. Auspico che la Montagna venga rivista e ripresa nella sua Interezza. Nella Capitale Naturale. Buon Congresso. Un saluto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi Socie e Soci qui convenuti, oggi, al 101° Congresso Nazionale del C.A.I. a Roma.<br />
Innanzitutto, vediamo la Montagna come un valore inestimabile per l&#8217;Umanità che dovrebbe esserci ma non c&#8217;è. Come Cittadini, come Montanari, come Alpigiani, come Alpinisti, amiamo la Montagna, in quanto uno dei componenti dell&#8217;Uomo. La Montagna si sta distruggendo, noi la distruggiamo, senza la Montagna che futuro c&#8217;è? Come Soci del C.A.I. cerchiamo di salvaguardare la Montagna e rivalutiamo la sua importanza centrale per l&#8217;espressione di tutti noi. Siamo a questo Congresso per riafforzare la Montagna e nella Storia d&#8217;Italia, che deve essere salvaguardata. Quest&#8217;anno è il 160° Anniv. del C.A.I. Un Anniversario giubilante per il Sodalizio, per noi, per la Montagna stessa. Auspico che la Montagna venga rivista e ripresa nella sua Interezza. Nella Capitale Naturale. Buon Congresso. Un saluto. - <span>Sezione: Sez. Ligure - Genova </span></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Commenti su CAPITALE NATURALE? MA CHE COS’É? di Serena CANTAMESSA		</title>
		<link>https://congresso.cai.it/capitale-naturale-ma-che-cose/comment-page-2/#comment-172</link>

		<dc:creator><![CDATA[Serena CANTAMESSA]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Nov 2023 10:59:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://congresso.cai.it/?p=6412#comment-172</guid>

					<description><![CDATA[Carissimi Socie e Soci qui convenuti, oggi, al 101° Congresso Nazionale del C.A.I. a Roma.
Innanzitutto, vediamo la Montagna come un valore inestimabile per l&#039;Umanità che dovrebbe esserci ma non c&#039;è. Come Cittadini, come Montanari, come Alpigiani, come Alpinisti, amiamo la Montagna, in quanto uno dei componenti dell&#039;Uomo. La Montagna si sta distruggendo, noi la distruggiamo, senza la Montagna che futuro c&#039;è? Come Soci del C.A.I. cerchiamo di salvaguardare la Montagna e rivalutiamo la sua importanza centrale per l&#039;espressione di tutti noi. Siamo a questo Congresso per riafforzare la Montagna e nella Storia d&#039;Italia, che deve essere salvaguardata. Quest&#039;anno è il 160° Anniv. del C.A.I. Un Anniversario giubilante per il Sodalizio, per noi, per la Montagna stessa. Auspico che la Montagna venga rivista e ripresa nella sua Interezza. Buon Congresso. Un saluto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi Socie e Soci qui convenuti, oggi, al 101° Congresso Nazionale del C.A.I. a Roma.<br />
Innanzitutto, vediamo la Montagna come un valore inestimabile per l&#8217;Umanità che dovrebbe esserci ma non c&#8217;è. Come Cittadini, come Montanari, come Alpigiani, come Alpinisti, amiamo la Montagna, in quanto uno dei componenti dell&#8217;Uomo. La Montagna si sta distruggendo, noi la distruggiamo, senza la Montagna che futuro c&#8217;è? Come Soci del C.A.I. cerchiamo di salvaguardare la Montagna e rivalutiamo la sua importanza centrale per l&#8217;espressione di tutti noi. Siamo a questo Congresso per riafforzare la Montagna e nella Storia d&#8217;Italia, che deve essere salvaguardata. Quest&#8217;anno è il 160° Anniv. del C.A.I. Un Anniversario giubilante per il Sodalizio, per noi, per la Montagna stessa. Auspico che la Montagna venga rivista e ripresa nella sua Interezza. Buon Congresso. Un saluto. - <span>Sezione: Sez. Ligure - Genova </span></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su I NUOVI RIFUGI di Marco		</title>
		<link>https://congresso.cai.it/nuovi-rifugi/comment-page-1/#comment-171</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Nov 2023 17:53:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://congresso.cai.it/?p=6335#comment-171</guid>

					<description><![CDATA[Vedo sempre più spesso rifugi trasformati in mini alberghi, ma non darei la colpa solo ai gestori: da imprenditori quali sono raccolgono le domande dei clienti e cercano di accontentarli, sicuramente con ritorno economico. Come CAI dobbiamo cercare di educare i frequentatori della montagna, nonché i nostri soci, a ridurre le prese, ad accontentarsi di ciò che si trova ma soprattutto a cercare la quiete e gli spazi isolati che la montagna ancora offre, nonché la socialità semplice che si ritrova la sera davanti ad un piatto. Importante è un dialogo continuo con i gestori, nostre sentinelle, per fargli &quot;accettare&quot; e capire che gli spazi incontaminati sono un bene prezioso per tutti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vedo sempre più spesso rifugi trasformati in mini alberghi, ma non darei la colpa solo ai gestori: da imprenditori quali sono raccolgono le domande dei clienti e cercano di accontentarli, sicuramente con ritorno economico. Come CAI dobbiamo cercare di educare i frequentatori della montagna, nonché i nostri soci, a ridurre le prese, ad accontentarsi di ciò che si trova ma soprattutto a cercare la quiete e gli spazi isolati che la montagna ancora offre, nonché la socialità semplice che si ritrova la sera davanti ad un piatto. Importante è un dialogo continuo con i gestori, nostre sentinelle, per fargli &#8220;accettare&#8221; e capire che gli spazi incontaminati sono un bene prezioso per tutti. - <span>Sezione: Conegliano </span></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su 101° Congresso &#8211; Tesi Congressuali di PAOLO URBANI		</title>
		<link>https://congresso.cai.it/101-congresso-documento-programmatico/comment-page-1/#comment-170</link>

		<dc:creator><![CDATA[PAOLO URBANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Nov 2023 20:56:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://congresso.cai.it/?p=6443#comment-170</guid>

					<description><![CDATA[La strada Misurina/ rif.Auronzo, porta centinaia di migliaia di persone alla base delle Tre Cime di Lavaredo
È stato calcolato che quest&#039;estate sono salite anche 13.000 persone/d e le persone che andavano dai riff.Auronzo/ Lavaredo/ Locatelli/ era una linea continua. Molte avranno visto le Tre Cime solo attraverso l&#039;obiettivo del telefonino/macchina fotografica.
Misurina, è/era un luogo poco inquinato grazie al gioco delle correnti dei venti provenienti dalle valli Pusteria e Auronzo/Ansiei.
La strada  è aperta a tutti. Automobili, bus,camper, motociclette, etc. e spesso s&#039;intasa per il troppo traffico e le macchine si fermano, in salita e l&#039;inquinamento è sovrano.
Ci sono tante persone che campeggiano sull piazzole sotto l&#039;Auronzo 
La soluzione è facile: si sale e si scende (chi non vuole/non può percorrere il sentiero a piedi) solo con autobus ecologici. PUNTO E BASTA.
D&#039;inverno NON si permette alle motoslitte di salire. 
C&#039;è qualcuno, io, che si sta impegnando o tenta d fare bloccare il traffico privato su quella strada. Ha bisogno di tante, forti, volenterose, battagliere mani. Contattatemi. Grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La strada Misurina/ rif.Auronzo, porta centinaia di migliaia di persone alla base delle Tre Cime di Lavaredo<br />
È stato calcolato che quest&#8217;estate sono salite anche 13.000 persone/d e le persone che andavano dai riff.Auronzo/ Lavaredo/ Locatelli/ era una linea continua. Molte avranno visto le Tre Cime solo attraverso l&#8217;obiettivo del telefonino/macchina fotografica.<br />
Misurina, è/era un luogo poco inquinato grazie al gioco delle correnti dei venti provenienti dalle valli Pusteria e Auronzo/Ansiei.<br />
La strada  è aperta a tutti. Automobili, bus,camper, motociclette, etc. e spesso s&#8217;intasa per il troppo traffico e le macchine si fermano, in salita e l&#8217;inquinamento è sovrano.<br />
Ci sono tante persone che campeggiano sull piazzole sotto l&#8217;Auronzo<br />
La soluzione è facile: si sale e si scende (chi non vuole/non può percorrere il sentiero a piedi) solo con autobus ecologici. PUNTO E BASTA.<br />
D&#8217;inverno NON si permette alle motoslitte di salire.<br />
C&#8217;è qualcuno, io, che si sta impegnando o tenta d fare bloccare il traffico privato su quella strada. Ha bisogno di tante, forti, volenterose, battagliere mani. Contattatemi. Grazie. - <span>Sezione: XXX OTTOBRE TRIESTE  e CAI DI FIUME</span></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su Il CAI per la montagna di MARISA DALLA CORTE		</title>
		<link>https://congresso.cai.it/il-cai-per-la-montagna/comment-page-1/#comment-169</link>

		<dc:creator><![CDATA[MARISA DALLA CORTE]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Nov 2023 17:18:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://congresso.cai.it/?p=6438#comment-169</guid>

					<description><![CDATA[In questo tavolo il tema piu&#039; scottante è quello della gestione dei grandi carnivori. Purtroppo l&#039;occasione triste di un grande dibattito è accaduta in aprile di quest&#039;anno a causa della morte di un ragazzo e di altre aggressioni da parte di orsi in Trentino. E&#039; poi successo che sono stati trovati morti alcuni esemplari di orso, probabilmente per mano umana illegale. Inoltre sono intensificati particolarmente i prelievi di animali da allevamento da parte dei lupi. Lasciando stare il grande rispetto per l&#039;intelligenza e le abilita&#039; straordinarie di questi due animali speciali, orso e lupo, dotati di capacita&#039; incredibili, nonchè del fatto che in fondo la loro proliferazione è dovuta al cambiamento del rapporto umano con l&#039;ambiente,  vorrei pilotare il discorso in un altro ambito.  L&#039;uomo e la montagna sono inscindibili, l&#039;uno senza l&#039;altro non puo&#039; sussistere. Continuo pero&#039; a venire a conoscenza nel mio territorio, la provincia di Belluno, di predazioni feroci nei confronti di bestiame da pascolo. Dico da pascolo, ben evidenziando, in quanto questi animali erano, e non sono piu&#039;, i padroni dei prati e delle cengie. Il pascolo è essenziale per una montagna pulita, ove le praterie continuino la loro rigenerazione botanica, senza che altri tipi di piante invasive assumano la supremazia. Parlo del veratro (pianta che aggredisce il narciso, le orchidee spontanee, le genziane), del ginepro ed anche del pino mugo. Se i pascoli verranno invasi da queste piante, scomparira&#039; la biodiversita&#039;. Se la biodiversita&#039; scomparira&#039;, possiamo dire addio a innumerevoli pascoli di alta quota che da secoli, millenni pure, hanno caratterizzato l&#039;ambiente montano. Ambiente legato alla pastorizia, alla monticazione, alla vita dell&#039;uomo praticante queste attivita&#039; cosi preziose eppure cosi poco considerate. Vorrei poi sottolineare la perfetta parita&#039; del diritto all&#039;esistenza di tutti gli animali. Non riesco a capire il motivo per cui alcuni animali (lupo-orso ed altri predatori) debbano essere piu&#039; tutelati delle semplici eppur ugualmente preziose pecore, capre, asini e cavalli. Per non parlare dei camosci, caprioli e cervi. Mi chiedo se con i numeri di grandi carnivori che sono stati registrati negli ultimi censimenti da ISPRA, sia ancora ragionevole che alcune razze vengano poste sotto tutela completa, come previsto dall&#039;art. 16 della Direttiva Habitat. Credo che una revisione di questa disposizione, trasformando in tutela parziale e controllata, sia la soluzione che potra&#039; permettere alle genti di montagna di poter ancora allevare con maggior serenita&#039; il proprio bestiame, anche a livello domestico. L&#039;allevamento del bestiame, anche a livello amatoriale, è importante per la tenuta di prati in prossimita&#039; e di praterie di alta quota. Conosco fin troppo bene, vivendo a diretto contatto con queste realta&#039;, la situazione degli alpeggi e della pastorizia nella Provincia. Lavoratori che debbono rimanere alzati la notte, costruzione di recinti improponibili per coloro che pascolano in forma itinerante, predazioni che non vengono completamente compensate in termini di denaro, privazione soprattutto di animali amati, Certo che si, amati. In quanto chi fa bene il proprio lavoro e lo fa per passione, ama gli animali con cui divide la propria quotidianita&#039;.
Spero venga tenuto conto di questo aspetto essenziale; l&#039;uomo non puo&#039; curare la montagna se non viene dato ad esso il modo di raggiungerla appieno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo tavolo il tema piu&#8217; scottante è quello della gestione dei grandi carnivori. Purtroppo l&#8217;occasione triste di un grande dibattito è accaduta in aprile di quest&#8217;anno a causa della morte di un ragazzo e di altre aggressioni da parte di orsi in Trentino. E&#8217; poi successo che sono stati trovati morti alcuni esemplari di orso, probabilmente per mano umana illegale. Inoltre sono intensificati particolarmente i prelievi di animali da allevamento da parte dei lupi. Lasciando stare il grande rispetto per l&#8217;intelligenza e le abilita&#8217; straordinarie di questi due animali speciali, orso e lupo, dotati di capacita&#8217; incredibili, nonchè del fatto che in fondo la loro proliferazione è dovuta al cambiamento del rapporto umano con l&#8217;ambiente,  vorrei pilotare il discorso in un altro ambito.  L&#8217;uomo e la montagna sono inscindibili, l&#8217;uno senza l&#8217;altro non puo&#8217; sussistere. Continuo pero&#8217; a venire a conoscenza nel mio territorio, la provincia di Belluno, di predazioni feroci nei confronti di bestiame da pascolo. Dico da pascolo, ben evidenziando, in quanto questi animali erano, e non sono piu&#8217;, i padroni dei prati e delle cengie. Il pascolo è essenziale per una montagna pulita, ove le praterie continuino la loro rigenerazione botanica, senza che altri tipi di piante invasive assumano la supremazia. Parlo del veratro (pianta che aggredisce il narciso, le orchidee spontanee, le genziane), del ginepro ed anche del pino mugo. Se i pascoli verranno invasi da queste piante, scomparira&#8217; la biodiversita&#8217;. Se la biodiversita&#8217; scomparira&#8217;, possiamo dire addio a innumerevoli pascoli di alta quota che da secoli, millenni pure, hanno caratterizzato l&#8217;ambiente montano. Ambiente legato alla pastorizia, alla monticazione, alla vita dell&#8217;uomo praticante queste attivita&#8217; cosi preziose eppure cosi poco considerate. Vorrei poi sottolineare la perfetta parita&#8217; del diritto all&#8217;esistenza di tutti gli animali. Non riesco a capire il motivo per cui alcuni animali (lupo-orso ed altri predatori) debbano essere piu&#8217; tutelati delle semplici eppur ugualmente preziose pecore, capre, asini e cavalli. Per non parlare dei camosci, caprioli e cervi. Mi chiedo se con i numeri di grandi carnivori che sono stati registrati negli ultimi censimenti da ISPRA, sia ancora ragionevole che alcune razze vengano poste sotto tutela completa, come previsto dall&#8217;art. 16 della Direttiva Habitat. Credo che una revisione di questa disposizione, trasformando in tutela parziale e controllata, sia la soluzione che potra&#8217; permettere alle genti di montagna di poter ancora allevare con maggior serenita&#8217; il proprio bestiame, anche a livello domestico. L&#8217;allevamento del bestiame, anche a livello amatoriale, è importante per la tenuta di prati in prossimita&#8217; e di praterie di alta quota. Conosco fin troppo bene, vivendo a diretto contatto con queste realta&#8217;, la situazione degli alpeggi e della pastorizia nella Provincia. Lavoratori che debbono rimanere alzati la notte, costruzione di recinti improponibili per coloro che pascolano in forma itinerante, predazioni che non vengono completamente compensate in termini di denaro, privazione soprattutto di animali amati, Certo che si, amati. In quanto chi fa bene il proprio lavoro e lo fa per passione, ama gli animali con cui divide la propria quotidianita&#8217;.<br />
Spero venga tenuto conto di questo aspetto essenziale; l&#8217;uomo non puo&#8217; curare la montagna se non viene dato ad esso il modo di raggiungerla appieno. - <span>Sezione: Cai di Feltre - Referente commissione Tutela Ambiente Montano</span></p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Commenti su LA VEGETAZIONE di Riccardo Barni		</title>
		<link>https://congresso.cai.it/vegetazione/comment-page-2/#comment-168</link>

		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Barni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Nov 2023 08:54:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://congresso.cai.it/?p=6290#comment-168</guid>

					<description><![CDATA[Ottimo, Luca! Il problema diffuso è che i nostalgici delle nostre parti ricordano in buonafede quando si scaldava a legna una SOLA stanza (male), però ora vorrebbero TUTTO l&#039;appartamento riscaldato a pellet (e bene)....!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ottimo, Luca! Il problema diffuso è che i nostalgici delle nostre parti ricordano in buonafede quando si scaldava a legna una SOLA stanza (male), però ora vorrebbero TUTTO l&#8217;appartamento riscaldato a pellet (e bene)&#8230;.! - <span>Sezione: Prato</span></p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Commenti su Il CAI per la montagna di gennaro ciavarella		</title>
		<link>https://congresso.cai.it/il-cai-per-la-montagna/comment-page-1/#comment-167</link>

		<dc:creator><![CDATA[gennaro ciavarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Nov 2023 15:49:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://congresso.cai.it/?p=6438#comment-167</guid>

					<description><![CDATA[Dobbiamo trovare un punto di unità cercando di rendere possibile il permanere della gente di montagna nei suoi luoghi non solo per le motivazioni &quot;turistiche&quot; ma anche per le motivazioni di salvaguardia delle produzioni di montagna e per la salvaguardia e manutenzione del territorio montano puntando alla nascita di forme di incentivazioni che da una parte limitino le fiscalità in area montana e dall&#039;altra finanzino gli interventi che siano utili alla gestione del territorio rapportando la naturalità con le variazioni climatiche e alle sue trasformazioni geo-morfologiche.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dobbiamo trovare un punto di unità cercando di rendere possibile il permanere della gente di montagna nei suoi luoghi non solo per le motivazioni &#8220;turistiche&#8221; ma anche per le motivazioni di salvaguardia delle produzioni di montagna e per la salvaguardia e manutenzione del territorio montano puntando alla nascita di forme di incentivazioni che da una parte limitino le fiscalità in area montana e dall&#8217;altra finanzino gli interventi che siano utili alla gestione del territorio rapportando la naturalità con le variazioni climatiche e alle sue trasformazioni geo-morfologiche. - <span>Sezione: foggia</span></p>
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